Sanità, fallito “l’agguato di fine anno”

Il Governo ancora una volta ribadisce alla Regione Calabria che non può assumere personale medico bypassando il commissario ad acta

Prosegue il braccio di ferro, fino all’ultimo giorno a ridosso delle elezioni, tra la Regione Calabria e la presidenza del consiglio dei ministri in materia di sanità. E’ stato, infatti, pubblicato sull’ultimo Burc l’atto ufficiale di impugnazione da parte del Governo della legge regionale calabrese n° 34 del 4 ottobre scorso “Provvedimenti urgenti per garantire l’erogazione dei servizi sanitari in ambito regionale”. Sarà dunque la Corte Costituzionale a decidere nel merito della vicenda. La Regione aveva provato, tra gli altri provvedimenti inseriti nella legge impugnata alla Consulta, ad assumere personale medico e infermieristico nelle varie aziende sanitarie e ospedalieri calabresi. Ma la Sanità calabrese è commissariata da anni e il Governo infatti scrive nell’atto di impugnazione: “Ciò rilevato sul piano generale, si evidenzia che è prerogativa del Commissario ad acta, per i motivi di cui in premessa, la definizione degli interventi relativi al personale. Infatti il punto 8 della lettera b) della delibera del Consiglio dei Ministri del 7 dicembre 2018, di nomina dell’attuale struttura commissariale, assegna al solo Commissario ad acta, e non anche al Presidente della Regione, il compito di razionalizzare e contenere la spesa del personale in coerenza con l’effettivo fabbisogno in applicazione della normativa vigente in materia. Pertanto le previsioni di cui ai citati articoli 1, 2 e 3 della legge regionale in oggetto, che disciplinano i rapporti di lavoro del personale sanitario regionale, violano l’articolo 120, secondo comma, della Costituzione. Per i motivi esposti gli articoli 1, 2, 3, 4, nonché l’intera legge regionale, in considerazione del suo carattere normativo omogeneo e della mancanza di copertura finanziaria che inficia l’intera legge, devono esser impugnati dinanzi alla Corte costituzionale ai sensi dell’art. 127 della Costituzione”. Compito ora della Consulta stabilire se tale legge è incostituzionale o meno. Il braccio di ferro sulla Sanità calabrese continua senza sosta.