Cetraro, contestato il metodo per la scelta del nuovo presidente del Consiglo

Sotto accusa il percorso seguito in merito da Psi e Pd.

Non ci stanno a subire passivamente il percorso, in particolare il metodo, fin qui seguito dal Psi e dal Pd di Cetraro sulla questione della presidenza del consiglio alle minoranze, al di là del nome indicato, Carmine Quercia. A tre assessori, Gabriella Luciani, Barbara Falbo e Carmen Spaccarotella, e a due consiglieri di maggioranza, Tommaso Cesareo e Attilio Onorato, non sono, infatti, andati giù il percorso e il metodo che sono stati seguiti nella penultima seduta consiliare, allorché, come è noto, Psi e Pd hanno concordato l’astensione al bilancio da parte dello stesso Pd, esautorando, di fatto, la maggioranza. Pertanto, i tre assessori e i due consiglieri, a distanza di alcuni giorni, hanno preso carta e penna e, lunedì, hanno esplicitato il loro malumore, protocollando una nota di protesta in merito. Gli stessi hanno, inoltre, deciso di non partecipare alla riunione di maggioranza che era stata convocata e promossa proprio per lunedì sera dal primo cittadino, Angelo Aita, nella sede del Psi, circostanza, questa, che, stando ad alcune indiscrezioni, avrebbe fortemente indispettito il Psi, Sinistra democratica e lo stesso primo cittadino, che hanno, dunque, riconvocato per ieri sera, martedì 14, una nuova riunione di maggioranza, da tenersi, questa volta, nella sede istituzionale di Palazzo Pallottini. Al di là delle questioni formali e di logistica, rimane, comunque, il fatto politico rilevante costituito dalla spaccatura verticale che avrebbe, pertanto, interessato l’intera maggioranza. A questo punto, resta da capire se il sindaco, proprio nella prevista riunione di questa sera, riuscirà a risanare le contraddizioni o se lo stato di fibrillazione in cui ormai da mesi si trova la maggioranza è destinato ad acuirsi. È certo comunque che la contestazione di tre assessori su cinque non è “cosa” da poco e questa circostanza dovrebbe indurre il sindaco a prendere atto che ormai la sua maggioranza è appesa a un filo molto sottile. Attualmente, infatti, sul piano numerico Aita può contare su 10 voti su 17; pertanto, se dovessero “venire meno” i cinque firmatari della nota in questione, tutto lascia ipotizzare che si potrebbe andare verso una nuova maggioranza, che abbia come asse portante proprio i due maggiori partiti contestati dalla nuova “fronda”, il Psi e il Pd.

Clelia Rovale