Giustizia tributaria in Calabria, consistente abbattimento pendenze

Così il presidente della Commissione tributaria regionale, Mario Spagnuolo, nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario tributario in Calabria

Inaugurazione anno giudiziario Commissione Tributaria

Nel 2018 la giustizia tributaria in Calabria ha registrato “un considerevole abbattimento delle pendenze”. Lo evidenzia il presidente della Commissione tributaria regionale, Mario Spagnuolo, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario in Calabria. “I dati disaggregati per Commissione, al momento disponibili per il 2015, nella relazione 2016 del Dipartimento delle Finanze-Direzione della giustizia tributaria, evidenziano – aggiunge Spagnuolo – che, per le Commissioni tributarie regionali, in relazione a una media nazionale di appelli trattati per giudice per 72, risultano al di sopra della media otto Commissioni: nell’ordine, Calabria (105,7), Campania (102,3), Sicilia (89,6), Lazio (84,9) Molise (81,8), Basilicata (80,8), Puglia (77,4) e Lombardia (72,4). E ancora: la sia Commissione tributaria regionale che tutte le Commissioni provinciali si caratterizzano positivamente per aver raggiunto l’obiettivo di diminuire le pendenze per una percentuale oscillante tra il 5%, la provinciale di Crotone, e il 30%, quella di Vibo Valentia”.

   Secondo il presidente della Commissione tributaria regionale “dai dati statistici emerge chiaramente come nel biennio le pendenze sono state significativamente ridotte, nonostante l’elevato numero delle sopravvenienze. E infatti, nel periodo considerato,sono state promosse, innanzi alle Commissioni tributarie provinciali e a quella dell’appello, complessivamente 18.199 controversie, mentre ne sono state decise 25.729, con un considerevole abbattimento delle pendenze, passate dalle originarie 133.202 alle attuali 118.142. In particolare – sottolinea ancora Spagnuolo – emerge che, dal punto di vista territoriale, le controversie si concentrino in maggio parte nelle due province di Cosenza e Reggio Calabria, in primo grado, mentre e’ significativo l’aumento delle sopravvenienze davanti al giudice d’appello”.

Nella relazione poi si evidenzia che “viene impugnato, davanti la Commissione tributaria regionale, un numero di decisioni inferiore al 20% di tutte quelle emesse dai giudici provinciali di primo grado, ed e’ prevalente il numero degli appelli proposto dagli uffici finanziari rispetto a quelli proposti nell’interesse dei contribuenti, elementi che sono indicativi della funzionalita’ della giustizia tributaria calabrese e del livello di autorevolezza e credibilita’ presso il gruppo sociale”.

   A parere del presidente della Commissione tributaria regionale “tutto cio’ e’ frutto dell’impegno, continuo e proficuo, di tutti i giudici tributari in servizio e della struttura amministrativa, nonostante le gravi difficolta’ sia in termini di carenze di personale, giudiziario e amministrativo, che di una dotazione strumentale deficitaria, nei termini piu’ volte gia’ rappresentati”.

“La giustizia tributaria italiana ha un contenzioso di 30 miliardi di euro, piu’ di una Finanziaria, mentre quella calabrese nel corso del 2018 ha giudicato su un complesso di liti per un valore di circa 4 milioni”. A dirlo e’ stato il presidente della Commissione tributaria regionale, Mario Spagnuolo, parlando con alcuni giornalisti a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario in Calabria.

   “Abbiamo lavorato bene, tra primo e secondo grado – ha aggiunto Spagnuolo – abbiamo evaso un numero di sentenze molto superiore agli affari che sono entrati. Questo e’ indice di una giustizia tributaria che funziona, sia pure con problemi importanti, che sono un tasso di litigiosita’ molto elevato, la carenza di organico che c’e’ tutta, e il problema che puo’ essere determinato in futuro dalle innovazioni legislative che sono all’orizzonte. Ma – ha concluso il presidente della Commissione tributaria regionale – il nostro lavoro va avanti seriamente e serenamente in modo da dare giustizia al contribuente calabrese”