“Istituire il registro dei senza fissa dimora”

Le associazioni e i comitati del centro storico di Cosenza sollecitano l'amministrazione Occhiuto

Le rigide temperature delle ultime settimane, già da stasera sono previsti forti venti gelidi in Calabria, hanno spinto alcune associazioni e comitati del centro storico di Cosenza a firmare un appello, indirizzato al Comune, nel quale si chiede l’istituzione di un registro dei senza fissa dimora così come previsto dalla normativa vigente.

Nelle settimane scorse, la Protezione Civile ha messo ha disposizione dei senza tetto due containers in via degli Stadi proprio per far fronte all’emergenza gelo.

L’istituzione del “registro dei senza fissa dimora”, istituito dall’art. 3, comma 39 della Legge 15 luglio 2009 n. 94, consente ai senza tetto di poter avere carta di identità, tessera sanitaria, permesso di soggiorno, fine penae  rinnovo permesso di soggiorno.

Non riconoscere la residenza alle persone senza dimora vuol dire violare: il dovere di solidarietà politica, economica e sociale (art. 2 Cost), il diritto all’uguaglianza formale e sostanziale (art. 3 Cost), il diritto al lavoro (no residenza, no iscrizione Cpi, no p.Iva) (art. 4 Cost), la libertà personale e dell’inviolabilità del domicilio (art. 14 Cost), la libertà di fissare la propria residenza nel territorio dello Stato (art. 16 Cost), il diritto alla difesa (no residenza, no accesso al gratuito patrocinio) (art. 24 Cost), il diritto alla salute (art. 32 Cost), il diritto all’assistenza e alla previdenza sociale (no residenza, no pensione) (art. 38 Cost) e il diritto al voto (no residenza, no circoscrizione elettorale) (art. 48 Cost)

Ecco l’appello sottoscritto da  Comitati Rivocati/Riforma, Comitato CACPPV, Civica Amica, COSSA, Casco – Comitato Area Storica CS, Tecné:

A prima vista Cosenza appare una città europea, da bere – come si diceva negli anni Ottanta – con un bel museo all’aperto, le strade del centro piene di locali e bar ma, se ci si sposta di qualche centinaio di metri dal corso principale ci accorgiamo di vivere in una realtà quasi parallela dove il municipio segna il confine.

Attraversando questa linea ci si trova nella zona storica, dove vivono e si rifugiano gli invisibili, gli spettri che, la doppia morale della cosiddetta “gente perbene”, si rifiuta di vedere, eppure le finestre di chi amministra la città si affacciano proprio sulle panchine dove i cosiddetti barboni fanno riposare i loro corpi.

E’ di pochi giorni fa la notizia del vicesindaco di Trieste che ha gettato le coperte di un clochard nell’immondizia, fatto che ha indignato l’Italia intera.

Un tale comportamento, fortunatamente, non appartiene alla città di Cosenza, che nonostante alcuni tragici episodi, ha tradizione di accoglienza e solidarietà.

Per questo non può restare invisibile chi spesso è forzato a scegliere una via così aspra e dura come vivere per strada.

Via Rivocati, piazza Amendola il lungo fiume sono luoghi ignorati, come ignorate sono le persone che dormono in queste gelide notti lì. Per fortuna ci sono volontari che si prodigano senza risparmiarsi ogni giorno ma non basta.

Urgono atti legislativi che consentano ai senza tetto di fruire dei più elementari diritti come quello alla salute ovvero il “Registro dei senza fissa dimora”.

Riteniamo sia doveroso da parte delle autorità locali istituire questo fondamentale strumento per dimostrare responsabilità verso le fasce socialmente più deboli e dare loro la dignità di cittadini.