L’acqua dei reggini e il sito da smaltire, 《nessuna contaminazione per le falde》

Il caso sollevato dai pentastellati Parentela e D'Ippolito è oggetto oggi di una conferenza dei servizi. Secondo quanto si apprende si tratta di bonificare un vecchio sito industriale (batterie e bidoni) che in ogni caso pare non contamini affatto la falde acquifere

E’ in corsa la Conferenza dei servizi in relazione alla richiesta di autorizzazione per lo smaltimento di alcuni rifiuti nei pressi della diga del Menta che, come è noto, domenica sarà   inaugurata dopo 30 anni di lavori e che porterà l’acqua  potabile ai reggini.

Ieri, i deputati del M5S Parentela e D’Ippolito hanno sollevato il caso proprio del sito di smaltimento se opportuno o meno che solo a tre giorni all’inaugurazione della Diga si chieda l’autorizzazione alla conferenza dei servizi.

In poche parole il sospetto dei Cinquestelle è che si possa rischiare di smaltire qualcosa di velenoso nei paraggi di quello che sarà l’acqua potabile dei reggini.

Invece da quanto si apprende si tratterebbe non di una discarica ma di un sito ex industriale che l’impresa non ha mai bonificato e nessuno ci ha messo mano dopo la dismissione.

Un estratto del documento presentato dall’Arpacal

Sempre a quanto si apprende non ci sarebbe nessun contatto con le falde acquifere e si tratterebbe di bidoni e batterie esauste che in ogni caso pare non contamini affatto la falde acquifere.

Ecco cosa si evince dalle risultanze prodotte dall’Arpacal (vedi foto a lato).

Ma i Cinquestelle insistono. “Luigi Incarnato ci risponde per conto del governatore regionale Mario Oliverio, cui avevamo chiesto conto e trasparenza, e ci accusa di generare confusione sulla procedura semplificata di bonifica di una discarica di cantiere posta proprio sopra l’invaso del Menta, avviata a soli tre giorni dall’inaugurazione dell’impianto per la fornitura d’acqua a Reggio Calabria”.

In replica al commissario liquidatore di Sorical lo affermano in una nota i deputati M5s Paolo Parentela, della commissione Agricoltura, e Giuseppe d’Ippolito, della commissione Ambiente, che annunciano “una specifica richiesta di accesso agli atti e un’interrogazione al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, anche per la verifica della correttezza della procedura autorizzativa, in quanto l’invaso ricade all’interno di Aree Natura 2000. In ogni caso, posto che – proseguono i 5stelle – Incarnato non e’ Oliverio pur con le confusioni e sovrapposizioni di ruoli cui entrambi sono abituati da vecchi politici, nel merito non abbiamo affatto espresso una posizione allarmistica, ma abbiamo chiesto la pubblicita’ universale delle carte, in rappresentanza dei cittadini calabresi, che Incarnato invece non rappresenta, non essendo stato eletto in parlamento alle ultime politiche. Non dubitiamo – continuano i parlamentari 5stelle – che gli organi competenti abbiano compiuto approfondite indagini, del che ci ha rassicurato Incarnato. Allora nulla di piu’ normale e dovuto che, come abbiamo peraltro detto al ministro Costa, la Regione Calabria e Sorical mettano in rete le carte, in modo che chiunque possa leggere quanto, per la sicurezza di tutti, e’ stato nel tempo certificato. A differenza – concludono Parentela e D’Ippolito – di quanto Incarnato racconta, in proposito a noi non interessa l’autorizzazione al consumo umano dell’acqua, resa di recente dall’Asp di Reggio Calabria. Ci interessa, lo chiariamo a scanso di altri equivoci, il progetto della bonifica della discarica trasmesso alla Regione Calabria a tre giorni dall’inaugurazione dell’impianto del Menta. Bisogna infatti capire come, dove e con quali garanzie verranno spostati i materiali ivi insistenti”.