Bonifica dell’area industriale di Crotone. Il Tar di Catanzaro è l’ago della bilancia

Tre contenziosi potrebbero incidere sull’iter amministrativo in corso. Eni coinvolta in giudizi contro Ministero, Regione e Provincia

Non c’è solo il nodo sulla destinazione finale dei rifiuti della bonifica che verrà affrontato il 3 maggio nella conferenza dei servizi indetta dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Perché sul risanamento ambientale dell’ex area industriale di Crotone gravano anche tre contenziosi davanti al Tar di Catanzaro, i cui esiti potrebbero incidere sull’iter amministrativo in corso. Da un lato, infatti, c’è il reclamo che Eni Rewind ha presentato contro i pareri di Regione, Provincia e Comune che, nell’ambito della conferenza dei servizi preliminare, il 23 settembre 2021 hanno bocciato la proposta della società del gruppo Eni di smaltire “in loco” il Tenorm e l’amianto presenti nella discarica a mare ex Fosfotec, ricompresa nel Sito di interesse nazionale di Crotone.
Contestualmente, la multinazionale (titolare del sito industriale dismesso) ha impugnato le relazioni con le quali Ispra e Arpacal si sono detti contrari sia alla messa in sicurezza permanente della zona ex Fosfotec, sia alla realizzazione di un impianto di scopo nel sito ex Pertusola Sud dove conferire le scorie pericolose della bonifica. Inoltre, l’impresa del Cane a sei zampe ha pure contestato le relazioni dell’ex Direzione generale per l’economia circolare dell’allora ministero della Transizione ecologica e dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, che hanno espresso delle perplessità su entrambe le ipotesi di risanamento avanzate dall’Eni Rewind. Dall’altro, invece, c’è il ricorso della società ai giudici amministrativi per ottenere l’annullamento dell’esito della Conferenza dei servizi istruttoria che, il 9 febbraio 2023, non ha approvato la variante al Piano operativo di bonifica-Fase 2 elaborata dalla multinazionale che contemplava di mettere in piedi una discarica di servizio nella zona interna ex Pertusola Sud al fine di evitare di portare i rifiuti fuori Calabria, come invece prevede il Pob-Fase 2 varato nel 2020.