Cutro, Occhiuto: “Il Mediterraneo non può essere un cimitero”. Il sindaco Ceraso: “Troppe passerelle”

«La Regione Calabria svolgerà tra poco una manifestazione di commemorazione in ricordo delle vittime della strage di Cutro. Abbiamo raccolto in una Glass House i resti del naufragio, i segni di questa tragedia, perché la Calabria non ha dimenticato». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervistato da TgCom24. «Sono molto orgoglioso – ha aggiunto Occhiuto – di governare una regione che l’anno scorso dimostrò all’Italia e all’Europa quanto sia solidale, una terra che è sempre solidale con i migranti. Ogni giorno ne sbarcano tantissimi in Calabria, e i sindaci e le comunità locali li accolgono sempre con spirito di solidarietà e umanità straordinari. Quando si parla di immigrazione si parla di vite, di vite spezzate. E io come presidente della Regione Calabria vorrei davvero che tutta la comunità politica, al di là delle sensibilità e delle appartenenze, prendesse coscienza che il Mediterraneo non può essere il cimitero dei migranti». «Ad un anno di distanza dalla tragedia, col senno di poi, si potevano fare tante cose rispetto a quanto si é fatto, ma lascio che la magistratura svolga il proprio ruolo. Io mi sento di dire che con le passerelle non si risolvono i problemi». Lo ha detto il sindaco di Cutro, Antonio Ceraso. «I problemi – ha aggiunto Ceraso – si risolvono in Parlamento». E soprattutto la questione migranti “non può essere lasciata solo a noi italiani, ma deve diventare un problema europeo. Questa disgregazione politica italiana, in cui servirebbe unità, non è utile a nessuno. Il mio territorio non ha bisogno di disgregazione. Dobbiamo essere uniti in questa lotta, come contro la ‘ndrangheta e contro il disagio sociale».

«Noi, come comunità – ha detto ancora il sindaco di Cutro – abbiamo inteso l’accoglienza non come dare la coperta. Per noi accoglienza vuol dire integrazione. Siamo stati un popolo di migranti, con la valigia di cartone. Come noi, queste persone migrano per necessità e hanno bisogno di essere accolte, senza se e senza ma. Questo nostro approccio dovrebbe essere supportato anche da qualcun altro perché noi da soli non riusciremo mai a sopportare tutto questo. Con l’aiuto del governo potremmo fare molto di più e molto meglio».