Ludopatia e giochi di prestigio in consiglio, il ruolo forte (e nell’ombra) di Bevacqua…

Il Pd concede la giusta scena ad Amalia Bruni in occasione della conta del numero legale che non c'è stato

C’è un momento per tutti e per tutte e non deve essere sfuggito ai più smaliziati che negli ultimi giorni l’opposizione di centrosinistra ha concesso una “vetrina” di lusso, e con merito, ad Amalia Bruni, scienziata prestata alla politica che poi in fin dei conti ha finito per appassionarsi alla politica stessa.
Il centrodestra ha tentato il “colpo”, il vero e proprio “agguato” in aula in occasione del disegno di legge sulle sale giochi e scommesse salvo accorgersi in colpevole ritardo che il numero legale, per una operazione del genere, non c’era e non ci sarebbe stato. Un bel pezzo di assise s’è data appuntamento nella “latitanza” così che non è sembrato vero ad Amalia Bruni, “delegata” in rappresentanza di tutta l’operazione, chiedere conto e conta al presidente Mancuso. Inevitabili le conseguenze (è saltato tutto) e le scontate letture retro politiche con la scienziata di Lamezia sugli scudi come consigliere più attento degli altri fino alla verifica delle presenze. Del resto la passione e la determinazione non le fanno difetto. Ma come in tutti i progetti di gruppo a tavolino c’è chi porta gli allori, le giuste medaglie, e chi semina per tempo dietro le quinte fino al raggiungimento del risultato. In altri termini, c’è chi opera e chi dirige il traffico ed è senza dubbio di Mimmo Bevacqua l’intera regia dell’operazione che ha fatto saltare il banco del centrodestra. Ovviamente con Irto che ha lasciato l’assise sentendosi di averlo fatto nelle mani più sagge in termini di gruppo Pd (se i consiglieri dem non avessero lasciato l’aula in blocco nulla sarebbe stato possibile). Altre versioni della cronistoria valgono quanto pesano, anche perché una vetrina “vera” probabilmente Amalia Bruni la merita per davvero e finalmente le è stata concessa…

I.T.