Non solo Bossio e Bossi, è caos in tutta Italia

In tutte le regioni seggi che saltano e rientrano nel "flipper" impazzito

Non solo Umberto Bossi, per stare al proscenio nazionale griffato, ed Enza Bruno Bossio, per tornare alle cose di casa nostra. Grazie al “flipper” in tilt di Eligendo è un fiorire continuo di seggi che saltano e che si recuperano. E la sensazione, al netto di ricorsi e conteggi, è che non sia finita qui.
Vediamo dunque cosa cambia rispetto agli elenchi sin qui noti tenendo conto che, per effetto del cosiddetto «flipper», le variazioni in una regione si possono ripercuotere in un’altra anche dalla parte opposta del Paese.
Già detto che in casa leghista, oltre ad Umberto Bossi riesce ad ottenere il seggio anche il tesoriere Giulio Centemero, eletto sempre in Lombardia. La Lega perde però Annalisa Tardino, candidata ad Agrigento, a vantaggio del dem Giuseppe Provenzano. Sempre del Pd è Andrea Rossi, che viene ripescato in Emilia Romagna. Scatta il seggio anche per Francesco Emilio Borrelli, dell’alleanza Verdi-Sinistra, candidato in Campania. Il suo ingresso avverrebbe a scapito di Annarita Patriarca di Forza Italia. In Molise non ce la fa un’altra esponente Pd, Caterina Cerroni. Il partito di Letta recupera però un seggio nel Lazio, quello di Marianna Madia, seconda in lista dietro Zingaretti. Essendo Madia eletta in più collegi, lo scranno andrà probabilmente ad Andrea Casu, segretario romano del Pd. In Umbria Emma Pavanelli del M5S e Catia Polidori di FI entrerebbero al posto rispettivamente di Pierluigi Spinelli (Pd) e Chiara La Porta (FdI). Stessa sorte per Lucia Annibali, candidata nel collegio Toscana 03 per Azione-Italia viva, è stato attribuito al candidato del Pd, Marco Simiani.
Viminale attribuisce ai complessi conteggi sui resti la ridefinizione degli elenchi degli eletti. Ma Matteo Salvini, che oltre al risultato negativo aveva dovuto subire anche lo smacco della presunta esclusione di Bossi proprio in una delle culle dl partito, oggi può tirare un sospiro di sollievo: «Il Viminale riconta le schede e corregge degli errori: Umberto Bossi è eletto in Lombardia. Quante parole al vento…». Rincara la dose Stefano Bolognini, commissario provinciale della Lega a Milano, che attribuisce la colpa di tutto alla ministra Lamorgese: «L’elezione di Bossi è un atto di giustizia e l’equivoco causato dal Viminale conferma nuovamente l’inadeguatezza del ministro, che finalmente cambierà». Critico anche Giordano Masini, coordinatore della segreteria di +Europa, che arrivando poco sotto il 3% su scala nazionale era rimasta esclusa dalla distribuzione dei seggi e aveva chiesto un riconteggio: «Le notizie di queste ultime ore, con il balletto di eletti annunciati e poi corretti, conferma le nostre riserve e le nostre perplessità su quanto sta avvenendo attorno al conteggio dei voti».