Il (probabile) ritorno di Pino Galati in Parlamento

L'ex sottosegretario candidato in un collegio “giocabile” in Emilia Romagna (Modena 7)

Mai darlo per sparito dalla circolazione. E chi lo pensa, o lo ha mai pensato, non conosce Pino Galati da Lamezia che è molto più che “un nome una garanzia”.
Potentissimo ex sottosegretario e a metà strada sempre tra i suoi “amori” politici, Berlusconi e Lorenzo Cesa, oggi è fortemente indiziato di rientrare in Parlamento ma non dalla “porta” della Calabria, come pure consiglierebbe il suo retaggio e la sua storia. Ma dal collegio di Modena 7, giocabilissimo collegio di questi tempi.
E così al cospetto della narrativa lamentosa dei calabresi che subirebbero gli “importati” da Roma nelle liste ecco un illustre di Calabria che molto probabilmente andrà a prendersi un seggio in Parlamento in “trasferta”, in Emilia Romagna.

Galati è candidato nell’uninominale di “Modena 7” per il centrodestra intero nonostante vesta la maglia di “Noi per l’Italia”. Significa, per il centrodestra che ha saputo interpretare la legge elettorale molto bene a differenza del circondario, che chi vota Lega piuttosto che Berlusconi o Meloni voterà Pino Galati da Lamezia Terme dalle parti di “Modena 7”. Una specie di “esercito” per Pino Galati per cui evidentemente “Noi per l’Italia” ha riservato un collegio solo fintamente ostile. Perché dall’altra parte, Galati, trova come massimo sfidante Andrea De Maria del Pd, ex renziano che ha preferito rimanere sotto la bandiera del partito più grosso e rassicurante. Pd che però, come è noto, trova alleanze nelle schede solo con sigle da decimali cosicché la sfida è praticamente, anche a Modena 7, tra Pd e tutto il centrodestra dall’altra parte. Anche senza conoscere chi è Pino Galati, tanto si vota il simbolo. L’ultimo sondaggio che la stampa locale emiliana ha prefigurato vede proprio questo collegio in bilico e con leggero vantaggio proprio del centrodestra. Del resto si scrive Lega, si scrive Forza Italia, si scrive Fratelli d’Italia, si legge Pino Galati in Parlamento. E in “trasferta”…

I.T.