«L’Asp di Cosenza continua a “regalare” soldi ai privati, ecco chi sono i responsabili»

Il presidente dell'Aiop, Enzo Paolini, ritorna sul tema già affrontato nel corso di una precedente intervista. «Il dirigente dell'Ufficio legale e il dirigente amministrativo non liquidano delle sentenze passate in giudicato e tengono in “ostaggio” il doppio della cifra. Ben 20 milioni che gli interessi dei creditori si mangeranno...»

Avvocato Paolini, durante la conferenza stampa per la vicenda S. Lucia ha accennato ad una cosa che aveva già detto tempo fa in maniera, per così dire, “abbottonata”. Noi ci ritorniamo: a cosa si riferisce quando dice che ci sono Asp che regalano soldi ai privati? Ci sembra strano, lei rappresenta proprio i privati…
«Sì certo, ma io penso che se uno fa l’avvocato e difende legittimi interessi privati, non per questo debba abdicare alla sua condizione primaria di cittadino. Vede, facendo il mio lavoro non mi meraviglio affatto che la pubblica amministrazione resista a tante pretese che vengono avanzate dalle aziende con le quali ha rapporti quotidiani. Talvolta ha ragione, talvolta hanno ragione i privati. Anzi, da cittadino plaudo ad un comportamento di rigore e prudenza, e lo incoraggio. Mi indigno però quando vedo storture, soprusi e danni inutili per la collettività».

A cosa si riferisce, in particolare
«Le storture ed i soprusi sono gli eccessi burocratici che soffocano la iniziativa d’impresa e quindi il volano economico. Che senso ha ritardare o negare l’accreditamento di una Pet o di un servizio di oculistica quando – a causa di un ottuso e non motivato scaricabile burocratico – migliaia di calabresi devono andare fuori regione per un esame salvavita o per una cataratta? Questo provoca disservizio per la comunità calabrese e danno per le casse regionali costrette a pagare alle altre Regioni a prezzo più alto le prestazioni che potrebbero essere rese in Calabria senza viaggi ed a costi dimezzati. Una stupidità senza fine».

Si – è chiaro che è grave – ma qua siamo ancora nel generale. Lei ha parlato esplicitamente di soldi regalati e si è detto disposto a fare i nomi. Si tira indietro?
«Affatto. Le vicende cui mi riferisco sono pubbliche e solo chi si volta dall’altra parte può far finta di non vedere. Basta volgere lo sguardo – e le faccio solo un primo esempio – sull’Asp di Cosenza, nella sua parte legale ed amministrativa. L’Asp di Cosenza ha bloccati presso il tesoriere più di 40 milioni di euro per pignoramenti eseguiti sulla base di titoli esecutivi. Cioè su ordine della magistratura. Ora la recente norma sul blocco dei pignoramenti nei confronti delle Asp calabresi impedisce, sì, l’assegnazione delle somme ai creditori ma – insieme a ciò – impedisce anche lo svincolo e la restituzione all’Asp delle somme eventualmente residue dopo la predetta assegnazione (e sono tante, più di 20 milioni); in altre parole il tesoriere ha vincolato, come prescrive in legge, quasi il doppio del credito. Basterebbe quindi che l’Asp pagasse quanto dovuto sulla base delle sentenze esecutive per ottenere contestualmente la disponibilità delle somme ulteriori. Invece non lo fa e quindi gli importi vincolati rimangono a garanzia dei creditori e quelli in più sono quotidianamente erosi dagli stessi creditori perché aumentano, per legge, del 9% all’anno, interesse che non dà nessun investimento e nessuna banca. Non è un bel regalo? Ripeto: ottima idea quella di creare una task force con la Guardia di finanza per la verifica dei debiti ancora incerti. In questi casi, però, siccome si tratta di provvedimenti passati al vaglio di tre gradi di giudizio e non necessitano di ulteriori verifiche o controlli basterebbe pagare subito, evitare questa emorragia continua di soldi pubblici garantita a favore di privati e sbloccare soldi – tanti – da dedicare ad altro. Invece non si fa. Il mio è un appello anche alle autorità che dovrebbero intervenire a tutela dei diritti e dell’erario pubblico».

Chi sono i responsabili di tutto ciò?
«I dirigenti dei competenti settori dell’Asp. E cioè il dirigente dell’Ufficio legale il quale pur consapevole non segnala tutto ciò e non provvede a limitare il disastro economico che ne consegue ed il dirigente amministrativo che dovrebbe decidere. E ovviamente, in primis il commissario straordinario (ormai ex, ndr), che è li – appunto, straordinariamente – cioè anche per questo».

Ma da quello che capiamo, avvocato Paolini, c’è qualcosa che non torna. Lei ed i suoi clienti, i suoi rappresentati, avete tutto da guadagnare, siete garantiti e il credito incrementa ogni giorno. Perché denuncia questo fatto?
«Perché se è vera la convenienza del settore che rappresento e il profitto che i singoli creditori ne traggono, è anche vero che l’economia complessiva di un settore ne subisce un pregiudizio enorme in termini di efficienza, sostenibilità finanziaria, credibilità. Le sembra normale che in un momento come questo una Asp calabrese non faccia di tutto per acquisire la disponibilità di risorse per implementare le difese costose ed imprescindibili contro la pandemia e comunque per migliorare il servizio complessivo? Qui l’unica cosa che non torna è il bene comune. Le ripeto che sono un cittadino, prima che il presidente della sanità privata. I cittadini possono comprendere, fino ad un certo punto, gli errori e le valutazioni, ma l’indifferenza e la sciatteria, la negligenza pure, no. Qui si tratta solo di questo e dunque qualcuno dovrà aprire gli occhi e qualcun altro, prima o poi dovrà rispondere. Io continuerò a fare il mio lavoro tutelando gli interessi dei miei rappresentati; spero di farlo bene e di far guadagnare loro tutto ciò che è giusto, consentito e lecito; ma oltre al mio lavoro intendo fare anche la mia parte, senza girare la testa altrove. Alla fine se migliora il sistema, ne beneficiamo tutti, anche le strutture private e chi le rappresenta…».

F.R.