I morti “salvano” (per ora) la Calabria dalla zona arancione

Rapporto Agenas, scende un pò l'occupazione delle intensive ma solo per alcuni decessi

È questa la “foto” secondo l’ultimo rapporto Agenas. Fuori controllo l’ospedalizzazione Covid nei reparti, ormai vicina al 40. Appena sotto il 20% l’intensiva, ma perchè alcuni posti letto sono stati liberati “grazie” ai decessi.
Impennata in area medica (39%) mentre nelle rianimazioni si torna a valori leggermente inferiori a quelli che fanno scattare la zona arancione. Ma con un particolare non da poco. A condurre l’occupazione delle intensive al 17% e quindi sotto il 20% che è la soglia di allarme non sono state delle dimissioni dal reparto o posti in più organizzati dalle aziende ospedaliere e sanitarie. Ma i morti. Sì, alcuni decessi (ieri ne sono stati contati 13) che hanno “liberato” posti letto in terapia intensiva.
È quanto emerge dalla lettura dell’ultima rilevazione dell’Agenas sul tasso di ospedalizzazione da Covid 19 in Calabria: secondo il monitoraggio dell’Agenzia aggiornato a ieri sera, infatti, in area medica l’occupazione dei pl negli ospedali calabresi è al 39% (+1 rispetto al giorno precedente e più 12 rispetto alla media nazionale) sempre abbondantemente sopra la soglia di allerta (30%), mentre invece l’occupazione delle terapie intensive è scesa dal 20 (che è la soglia di allerta) al 17%. In sostanza e proprio nel giorno decisivo (giovedì) per il monitoraggio delle Regioni ecco che arrivano dati meno gravi (all’apparenza) dalla Calabria. Scendono le terapie intensive. Ma solo perchè crescono i morti…