«Assunzioni “mirate” alla Maggioli, fuori i “secondi”: a Rende giganteggia una questione morale» 

L'ex assessore (dimissionario) Iantorno: «La replica fa anche peggio dell’originale» 

Il “Palazzo”, incoraggiato da forze trasversali di potere, fa rispondere il “turnista” a proposito dei tributi in concessione “eccessiva”, ma, a parte l’intento offensivo e personale, vano, nulla risponde su merito e metodo. Il problema, però, è più serio e più profondo».
«Non credo lui gradirà e non penso nemmeno che questo sia un problema per me, ma volevo esprimere ​sincera solidarietà all’Assessore, con la a maiuscola, di recente esposto dal “Palazzo”, a turno e per rotazione, alla risposta d’ufficio nei miei confronti a proposito della ri-concessione anticipata e in prorogatio della gestione dei tributi alla Maggioli (anche quelli ordinari, quindi tutto). Ri-concessione anticipata e in prorogatio per di più potendo contare sul potenziamento dell’organico in prossimità della scadenza contrattuale e tramite l’assunzione di messi notificatori (ma non solo) che “guarda caso” sono tutti di “osservanza” al medesimo “Palazzo” che governa Rende. Ma nessuno si azzardi a immaginare che questo rappresenti in qualche modo uno “scambio”, tra Comune e Maggioli. A nessuno di noi è concesso associare maliziosamente percorsi del genere, ma al contempo a pochi è consentito dover credere per forza, e d’ufficio, alle risibili motivazioni propinate a mezzo stampa dall’Assessore magari con testo scritto da altri (o da altro, il disegnatore) su diktat di altri (o altro, il capo) ancora e persino su exit strategy suggerita da eminenze grigie e trasversali del potere, non solo rendese, che da queste parti pescano ormai a mani basse. Da qui la mia più totale solidarietà all’Assessore, giustificatore mediatico (suo malgrado) del gran pasticcio in salsa doppia r, romagnola-rendese».
Così, in una nota, l’ex assessore del Comune di Rende Pierpaolo Iantorno. «Per parte mia – continua Iantorno – non intendo più tornare su questa vicenda pirandelliana che ha a che fare con la ri-concessione della gestione tributaria alla Maggioli che poi solo “casualmente” ha generato assunzioni “mirate” per il potenziamento dell’organico. Ritengo non rispettoso per i cittadini di Rende mandare in stampa travestimenti burocratici quali giustificazioni formali, tipo il Covid che ha impedito la riscossione coattiva a vantaggio di una gestione ordinaria da esternalizzare quanto più possibile, cosa che peraltro sarebbe stata consigliata in termini legislativi niente di meno che dall’Anci. Roba da stropicciarsi gli occhi, come ​minimo. Eravamo rimasti al Covid, il male che tutto giustifica, affacciatosi all’Umanità prepotentemente nell’inverno del 2020, non in quello successivo. Ed eravamo rimasti a una sospensione coattiva molto più retrodatata rispetto alla proroga totale dei servizi che è sta assunta nel mese di agosto e ri-compensata (leggete bene) il giorno di San Silvestro appena passato. Nell’ultimo giorno dell’anno con i rendesi intenti alla preparazione del cenone ecco che va a segno il “botto Maggioli”. Che sarebbe stato consigliato da Anci, come se Anci avesse mai avuto potere e centralità decisionale e legislativa. Che dire poi delle assunzioni. C’entra anche qui il Covid? C’è una variante al virus speciale a Rende?».
«Stendiamo un velo pietoso e, almeno da parte mia, non parliamone più – continua ancora Iantorno -. Parlano i comportamenti agiti ed i fatti concreti, per me prima di ogni altro si vedano i risultati politici e amministrativi su personale, patrimonio, bilancio, finanze e tributi, purtroppo parziali a seguito dell’interruzione volontaria e non consensuale, e semmai potrebbe essere qualcun altro a occuparsi “d’ufficio” della vicenda. La verità “vera” è che a Rende vive e si nutre quotidianamente una questione etica e quindi morale gigantesca, di proporzioni fuori dal controllo. Una “slavina” che non è dato sapere se sarà possibile controllare e in ogni caso con quali conseguenze negative per i cittadini. È questo il vero problema che sta a “monte” rispetto alla misera “valle” di turno, in questo caso rappresentata dalla vicenda Maggioli. Ve ne sono state, ve ne sono e ve ne saranno tante altre di “valli” di turno. Il punto è come è messa la politica regnante oggi a Rende. Ispirata da cosa e da chi, per quali fini, con quale visione di società. Soprattutto pro o contro i rendesi. È di pochi giorni fa la risonanza mediatica su scala nazionale degli sviluppi relativi all’ormai nota vicenda giudiziaria di natura professionale, privata. Ed è qui che la questione etica e persino politica resta intatta ed ancor più grave in tutte le sue forme. Quali principi morali hanno ispirato fin qui l’amministrazione comunale alla gestione della cosa pubblica? E perché si è deciso di esporre nuovamente il “Palazzo” alla difesa d’ufficio su questa vicenda che nulla ha a che vedere con l’attività istituzionale, amministrativa e politica? Giunta e consiglieri a turni invertiti di nuovo in campo dopo marzo 2021. Siamo proprio sicuri che aver esposto le istituzioni alla difesa di una vicenda privata sia stata una buona idea? E, dato che la vicenda andrà avanti nel tempo, il “Palazzo” non rischia adesso di doversi costituire in difesa fuori dal Tribunale? Noi si spera che finirà presto e bene per tutti. Non sarebbe stato meglio continuare ad amministrare la collettività e gestire la cosa pubblica, male purtroppo per noi, indossare la fascia tricolore e onorare le istituzioni tenendo fuori il Comune di Rende da questa brutta vicenda privata? Oppure no». Ma questa è un’altra storia.