Si scalda il ballottaggio di Cosenza, colpi bassi tra i due Caruso

In diretta su Ten il ring finale tra i candidati a sindaco. «Tu di fatto sei Francesco Occhiuto, ti candidi al massimo per fare il vicesindaco» tuona il penalista. «Con te ci sono Adamo, Guccione e Incarnato... » replica l'assessore uscente

E alla fine s’è scaldata la partita di Cosenza, anche abbastanza c’è da dire con colpi più o meno bassi che a fatica sono rimasti nel recinto del “comunicabile” all’interno del ring offerto dall’emittente televisa Ten, con il direttore Attilio Sabato a vigilare con il più classico del “fuori i secondi”. La tensione non è banale in studio e giusto per perimetrare il recente passato è appena il caso di ricordare che qualcuno fa risalire a una scivolata di Sandrpo Principe in diretta su questo stesso ring il suo ballottaggio perso con Marcello Manna. Altro “verbo” e tutto sommato altri tempi.
Tuttavia il contorno sostanzialmente moderato dei contendenti, questione di dna, ha inevitabilmente lasciato il posto a fendenti da ultimo chilometro prima del voto. Ormai il rettilineo si intravede ad occhio nuodo e la temperatura, va da sé, sale. E chissà se sale anche in concidenza con l’accordo che non t’aspetti, il terzo incomodo ed ex assessore De Cicco che sceglie pubblicamente di appoggiare Franz Caruso comunicandolo e discutendone in diretta facebook per quello che è l’evento social urbano degli ultimi tempi, ben 1.400 persone a seguire passo passo il live.
Caldo da subito il ring di Ten. E Francesco Caruso dimentica completamente a casa i contenuti pacati. «Con te, Franz, ci sono Nicola Adamo, Carlo Guccione e Gigi Incarnato. Rieccoli. Non so se è chiaro…». «Fiero di averli con me – la replica del penalista -. Tu sei sostanzialmente Francesco Occhiuto e ti candidi per fare il vicesindaco». E poi ancora altri colpi nel basso ventre a proposito dell’entourage dell’uno o della continuità con Occhiuto dell’altro. Un fendente dopo l’altro con il confine “sfiorato” più volte al punto che Francesco Caruso ad un certo punto ha “avvertito” l’avversario che la denigrazione ormai era ad un passo.
Sullo sfondo, programmi a parte che a poche ore dalle urne lasciano il tempo che trovano, due blocchi che parevano sfidarsi con moderazione e che invece ora affilano i coltelli. Anche quelli più lunghi. Con dietro sostanzialmente due “spot” che ormai rispettivamente emergono, parola in più concetto in meno.
Francesco Caruso “addebita” a Franz Caruso l’aver prestato volto e profilo a vecchi marpioni che si nascondono dietro di lui più o meno abilmente. Ovviamente a suo dire con l’ambizione di mettere le mani sulla città. Franz Caruso, al contrario, rivendica comunque di aver messo la sua di faccia in partita con la sua di lista e il suo retaggio («a te non ti conosce nessuno»). Perché, a suo dire, Francesco Caruso non ha manco fatto una lista con il suo nome ma s’è dovuto mettere Mario Occhiuto a farne una che riporta a lui.
Francesco Caruso difende e non arretra sul modello Occhiuto, al contrario piuttosto. E quindi le piazze e la centralità decennale della città, le luci della ribalta. Franz Caruso, giustappunto e quindi al contrario, chiede ai cosentini se continuare con strade rotte, acqua a singhiozzo dai rubinetti e fondi spesi da altri capitoli fino a provocare il collasso delle finanze. Francesco Caruso difende il “fare” di questa stagione. Franz Caruso il “fare” altre cose e, soprattutto, in un altro modo.
Ai cosentini l’ardua (si fa per dire) sentenza. Ancora poche ore e anche gli alibi non serviranno più…

I.T.