Il razzo cinese passa sui cieli di Calabria prima di finire alle Maldive

Appena 15 minuti prima di inabissarsi (in gran parte) nell'Oceano Indiano i frammenti impazziti e fuori controllo «visibili anche ad occhio nudo lungo l'asse del Mediterraneo Sardegna-Calabria»

Un quarto d’ora, più o meno. Anzi, secondo alcuni esperti dell’Asi, l’Agenzia spaziale italiana, una decina di minuti prima di inabissarsi in gran parte nell’Oceano Indiano (zona compresa vicino alle isole Maldive) i frammenti impazziti e infuocati del razzo cinese sono passati sui cieli di Sardegna e Calabria. «Ben visibili anche ad occhio nudo» commentano. Gran sospiro di sollievo quindi e pericolo scampato perché se è vero che un quarto d’ora è più o meno una eternità in questa materia è anche vero che la previsione del possibile asse di impatto non era poi così azzardata. Girando all’impazzata attorno a se stessi, i detriti, unitamente al roteare stesso dell’asse della Terra hanno consentito che appena 15 minuti dopo essere transitati lungo l’asse Sardegna-Calabria i detriti come palle di fuoco finissero nel ventre dell’Oceano Indiano, in una zona non molto distante dalle isole Maldive. Il tutto, confermano le agenzie internazionali, con percorso di “rientro” che si sarebbe completato poco dopo l’alba (italiana).
Il rientro è stato confermato anche dal Comando di
Difesa Aerospaziale del Nord-America. Nelle ore precedenti, il punto di rientro era stato dapprima identificato nel Nord Atlantico, poi nel bacino del Mediterraneo e cioè proprio su Calabria e Sardegna. Lunga Marcia 5B, questo il nome del missile a basso costo di produzione, finisce quindi la sua folle corsa dopo aver terrirozzato mezzo mondo. Nessun frammento o detriti spaziali del razzo cinese sull’Italia, fa sapere la Protezione civile, sulla base degli ultimi dati forniti dalla Agenzia Spaziale Italiana (Asi) al tavolo tecnico che ha seguito il rientro incontrollato in atmosfera del lanciatore per tutta la notte.

I.T.