Asp di Cosenza nel caos, «Bernaudo è incompatibile»

In un documento inviato al commissario dell'azienda sanitaria il presidente dell'Aiop Paolini denuncia il presunto ruolo “anomalo” della responsabile della “Spedalità”: ha denunciato diverse cliniche per truffa e tutti sono stati assolti mentre ora è lei a rischiare l'incriminazione per calunnia

Il “principe”, o “principessa”, dei controllori che rischia fortemente di dover essere “controllato”, o “controllata”, a sua volta. Una contraddizione in termini, o anche peggio. Se non siamo al corto circuito poco ci manca e va da sé che anche questa, di rogna, proprio non ci voleva dentro il Palazzone disgraziato e inguaiato ma pieno di euro dell’Asp di Cosenza.
Se c’è un “papa” vero dentro la più grande azienda sanitaria calabrese e una delle più ingombranti del Paese questo, o questa, è da rintracciare nel responsabile dell’U.o.c. Spedalità. Tutto passa da questa postazione, o quasi. E ci passa soprattutto il regno delle cliniche private accreditate con tutto quello che questo significa dalle parti conterranee. A ricoprire questo prestigioso e impegnativo ruolo, al momento, è Giuliana Bernaudo, un profilo identitario di lungo corso e di comprovata esperienza in campo di management sanitario. Ma proprio Giuliana Bernaudo, oggi al comando della “Spedalità” dentro l’Asp più grande che c’è, è oggetto di una pesante denuncia da parte del vertice dell’Aiop, l’associazione dell’ospedalità privata. Che in una lettera datata 13 maggio “avverte” il commissario dell’Asp (ma anche Santelli, Cotticelli, Crocco e Belcastro) che tira aria di profonda anomalia dentro il Palazzo con profili di «palese incompatibilità della posizione di Giuliana Bernaudo».
Nel 2010 proprio Bernaudo è autrice «di una circostanziata denuncia per truffa aggravata nei confronti di diverse strutture – si legge nel documento dell’Aiop -. Il lungo processo si è concluso con l’assoluzione piena di tutti gli imputati per insussistenza dei fatti denunciati». E non è tutto, secondo l’Aiop. Perché ora le cliniche denunciate da Bernaudo (e totalmente assolte) intendono passare all’attacco «manifestando la loro intenzione di procedere per calunnia e risarcimento danni nei confronti della d.ssa Bernaudo». Da denunciante a probabile denunciata. E, per di più, ricoprendo il ruolo di “controllore” delle stesse cliniche private che ora passano all’attacco. «In questa situazione – continua ancora l’Aiop nella sua denuncia al commissario dell’Asp di Cosenza -, emerge in maniera palese e conclamata l’incompatibilità di Bernaudo a permanere in un ruolo che comporta l’esercizio di poteri e lo svolgimento di attività che per i motivi di cui sopra – e cioè per la calunnia che i soggetti assolti ritengono sia stata posta in essere e per l’instauranda azione penale dagli stessi annunciata – non può essere realizzata con la necessaria serenità, imparzialità ed oggettività di giudizio».
Il “controllore” che diventa “controllato”, o “controllata”. «Per questo – conclude l’Aiop – le rappresento l’urgenza di un suo prudenziale diretto ed immediato intervento».

I.T.