Sognando un figlio a peso d’oro…

Acuni medici del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio di Catanzaro sono indagati per avere dirottato pazienti, desiderosi di diventare genitori, a sottoporsi alla procreazione medicalmente assistita in due strutture private campane

Centosettantasette donne, secondo le indagini coordinate dal sostituto procuratore di Catanzaro Chiara Bonfardini, avrebbero intrapreso il viaggio della speranza per diventare mamme presso due cliniche campane dove avrebbe operato un’associazione di professionisti riconducibile a Flavio Zullo, direttore del dipartimento universitario di Ostetricia e ginecologia nonchè ad uno degli indagati per abuso d’ufficio e truffa.
Le “raccomandazioni” nelle strutture campane avrebbero procurato un ingiusto vantaggio alle cliniche e indirettamente allo stesso professionista per 719.482,74 euro.
Secondo quanto riportato nell’avviso di conclusione indagini, controfirmato dal procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, Zullo dovrà rispondere anche di falsità ideologica.
Il professionista, in data 23 marzo del 2012, ha certificato nel registro dell’università Magna Graecia di aver esaminato alcuni studenti dalle 9.30, ma lo stesso giorno risultava contestualmente presente in ospedale. Lo stesso accadeva il 14 giugno e il 5 luglio. Doppie presenze anche nei mesi a seguire quando il professionista certificava contestualmente la presenza a Villa Serena e al Pugliese Ciaccio.
Gli altri indagati sono Menotti Pullano, medico specialista in Ostetricia e Ginecologia, Andrea Cosco, medico specialista, Saverio Miceli medico specialista e Roberta Venturella, responsabile del Centro di procreazione assistita avviato nell’ospedale Pugliese. Dovranno rispondere d’abuso d’ufficio e truffa per aver attestato diagnosi non veritiere, ossia che le pazienti fossero affette da patologie rientrante tra quelle che consentono la prescrizione gratuita dei farmaci, creando così un danno all’amministrazione.

A.R.