Precari sì, ma stavolta al quadrato

Infilato nella manovra approvata al Senato il rifinanziamento degli ex lsu ed lpu di Calabria ma solo fino ad ottobre. La grande incognita di una impossibile stabilizzazione

«Il testo dell’emendamento alla legge di Bilancio, relativo alla stabilizzazione dei lavoratori del bacino ex lsu-lpu, assorbito nel maxi-emendamento governativo è frutto del costante confronto, di queste ultime settimane, con il ministero del Lavoro e con quello della Funzione pubblica». Questo è quanto dichiarato in una nota congiunta dai parlamentari del MoVimento 5 Stelle Giuseppe Auddino e Riccardo Tucci, entrambi componenti della Commissione Lavoro, al Senato e alla Camera.

«Grazie a questa proposta di modifica – scrivono i due  pentastellati – per i Lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, che per tanti anni hanno prestato servizio negli enti pubblici, sarà finalmente avviato un percorso di stabilizzazione e potranno finalmente avere un contratto a tempo indeterminato godendo di tutti i bene×ci ad esso collegati. Infatti, sia gli ex lsu-lpu contrattualizzati a tempo determinato sia quelli ancora attivi, potranno essere assunti presso gli Enti utilizzatori, previo superamento di una prova di idoneità in relazione all’esperienza effettivamente maturata, per le categorie “A” e “B”, e previo superamento di procedure concorsuali riservate, per le categorie superiori “C” e “D”».

Inoltre, «le pubbliche amministrazioni – sottolineano i due parlamentari M5S – ai fini della stabilizzazione, potranno utilizzare il fondo di 261 milioni di euro per 4 anni previsto dal decreto del ministero del Lavoro il 7 agosto scorso. In particolare per la Regione Calabria le risorse destinate alla stabilizzazione ammontano a 86 milioni di euro. Tuttavia, nelle more del completamento delle procedure di assunzione a tempo indeterminato, gli enti possono prorogare le convenzioni e i contratti a tempo determinato ×no al 31 ottobre 2019, utilizzando il fondo per l’occupazione con lo stanziamento per i lavoratori socialmente utili pari a 50 milioni annui».

«Altro punto fondamentale – concludono Auddino e Tucci – è la possibilità che gli ex lsu-lpu possano essere assunti dalle pubbliche amministrazioni diverse da quelle presso le quali hanno prestato la propria opera, ubicate nella medesima provincia o in una provincia limitrofa, grazie all’inserimento della mobilità territoriale, prevista dall’emendamento».

Sarà anche una buona notizia, e lo è certamente l’inserimento del finanziamento in manovra, ma ci sono comunque dei limiti. Dei grossi limiti. A partire dal finanziamento che copre fino a ottobre, con due mesi del 2019 scoperti. Per non dire di una progetto di stabilizzazione nei Comuni che è praticamente impossibile dal momento che i Comuni stessi non avranno mai bisogno realmente di tutte queste unità di ex lsu ed lpu. Della serie, se serviranno in futuro serviranno solo ai Comuni e si sa già come probabilmente andrà a finire…