È confermato: la Regione rischia sempre di doversi “ingoiare” 40 nuovi dipendenti

Rigettata la richiesta di sospensiva di una sentenza emessa il 3 luglio dal tribunale di Cosenza

La Corte D’Appello di Catanzaro con ordinanza dell’8/11/2018,in accoglimento delle tesi difensive proposte dall’Avv Graziano Di Natale e dall’Avv Francesco Grossi, ha rigettato la richiesta di sospensione dell’efficacia della sentenza, emessa dal Tribunale di Cosenza, con cui si è statuito la trasformazione del rapporto di lavoro a progetto in lavoro subordinato dei lavoratori del Consorzio Sibari Crati.
Ora il consorzio Sibari Crati, il Consorzio Bacini del Meridione e la Regione Calabria dovranno prendere atto della esecutività della sentenza del Tribunale di Cosenza che prevede,non solo il pagamento di tutti gli arretrati ai lavoratori, anche la trasformazione del loro rapporto di lavoro da contratto a progetto a contratto di lavoro di tipo subordinato.
Questa prima pronuncia ci indica che i principi giuridici e la tesi difensiva che abbiamo illustrato alla Corte, con il collega Grossi, sono fondati. Ora attendiamo serenamente le altre pronunce prima di chiedere ai Consorzi,ma anche alla Regione Calabria, di assumere gli atti conseguenziali.

Ma ecco, più nello specifico, cosa aveva deciso il tribunale di Cosenza il 3 luglio scorso non prima di aver ricostruito la vicenda.

Si può prestare lavoro cosiddetto “a progetto” per quattro anni (dal 2007 al 2011) senza che il lavoro stesso non veda trasformarsi la propria natura contrattuale nel frattempo? È da intendersi sine die lo status “a progetto” oppure se un lavoro viene prestato per molto tempo e per giunta in un ente l’origine del contratto di lavoro deve cambiare, deve essere riconsiderato?

Il Tribunale di Cosenza   ha fornito un po’ di risposte in materia e cinque “lezioni” sono arrivate. E il lavoro di cinque dipendenti “a progetto” prestato per quattro anni presso il consorzio Sibari-Crati, oggi consorzio dei bacini meridionali del Cosentino, secondo i giudici deve essere considerato a tutti gli effetti rapporto di lavoro subordinato.

Detta in altri termini sono da intendersi dipendenti a tempo indeterminato del consorzio dei bacini meridionali del Cosentino, la prosecuzione giuridica e fiscale del Sibari-Crati nel frattempo affogato non tanto nelle acque che doveva contenere e incanalare quanto nei milioni di debiti accumulati negli anni. Ma il consorzio dei bacini meridionali del Cosentino ha un amico in più che gli fa fare sogno d’oro la notte sul cuscino. Se non risponde o non vuole o non può rispondere ha un alleato di ferro con un bilancio miliardario in tesoreria, la Regione Calabria. Già, la Cittadella per l’appunto. Propietaria sostanzialmente del consorzio stesso, che a questa partita Iva in ultima istanza può e deve rispondere. E non è tutto.

L’avvocato Graziano Di Natale (presidente del consiglio comunale di Paola e consigliere provinciale) ne ha avuti in “portafoglio” almeno altri 35 di questi ricorsi che non potranno che ricevere lo stesso timbro dal Tribunale di Cosenza visto che tutti e 40 hanno vissuto la stessa esperienza “a progetto” dentro il Sibari-Crati e nello stesso periodo preso in esame. Della serie, aprite le porte che stanno per arrivare, di diritto o di rovescio, 40 nuovi dipendenti dentro il consorzio bacini meridionali del Cosentino e se poi il consorzio non li vuole o non sa che farsene, ci deve pensare la Regione. Senza considerare poi che ad ognuno di loro (una quarantina) toccherà poi sborsare circa 20mila euro di arretrati che poi altro non sono che lo “spread” del salario che secondo il Tribunale deve essere da lavoratore subordinato e che invece era stato considerato “a progetto” senza limiti di tempo.