Selezione “balneare” all’Amaco di Cosenza. 5 domande per 5 posti (e i 2 da assumere restano a “piedi”…)

Il classico “colpo” di metà agosto. Un bando aperto il 21 e chiuso 10 giorni dopo, pubblicato su una rivista online e sconosciuta. Così la municipalizzata del Comune per il trasporto su gomma rischia di ricadere nel polverone delle critiche e dei sospetti (mai nuovi da queste parti). Per chi sono quei 5 posti di autista? E che fine faranno i due che ne hanno i titoli e non vengono assunti (e che da domani si incatenano)?

È un classico. Una scena (del crimine?) e uno scenario visti e rivisti chissà quante volte. E come nel più consolidato dei copioni è agosto il migliore dei mesi per piazzare il “colpo” nella pubblica amministrazione. L’imboscata.

O per provare a piazzarla, certamente per ammantare di sospetti e dubbi inquietanti l’intera faccenda. L’Amaco di Cosenza, la municipalizzata del Comune per il trasporto su gomma, apre il 21 di agosto una “strana” selezione per 5 autisti da inquadrare con l’usato sicuro del metodo “interinale”.

La selezione viene chiusa 10 giorni dopo, alla fine del mese degli ombrelloni e dei costumi da bagno. Una selezione con tempistiche da “rischiatutto”, o “musichiere”, in stile chi schiaccia prima il pulsante vince.

Già, ma occorre che si sappia però in giro che c’è questa selezione e non è facile rintracciare la notizia perché l’Amaco si guarda bene dall’utilizzare una pubblicistica ad ampia diffusione. Il tutto viene gestito da un sito pressocché sconosciuto, di settore. Il modo migliore perché si sappia poco (o per niente) in giro tranne, ma qui si sconfina nei cattivi pensieri, chi lo “deve” sapere.

E a proposito di cattivi pensieri non è difficile indovinare quante domande sono arrivate per 5 posti di autista interinale all’Amaco di Cosenza. Giusto 5, guarda caso. E nessuno si azzardi però a pensare che chi ha fatto domanda sapeva già a cosa andava incontro. 5 domande per 5 posti, più facile di così.

Una selezione ideale, persino sottodimensionata perché a “pacco” confezionato pare proprio che uno dei 5 vincitori si sia chiamato fuori, abbia rinunciato.

Chissà perché. Nel mentre si scrive e (speriamo) si legge il pezzo questi nuovi autisti interinali all’Amaco di Cosenza stanno già facendo le prove sui pullman in città, naturalmente alla guida. Pronti per essere gettati in pista nella “giungla” dell’area urbana. Vorrei un centesimo per ogni sospetto, recitava un vecchietto buontempone dalle parti di Palazzo dei Bruzi tanti e tanti anni fa (naturalmente con prosa in dialetto).

E oggi si sarebbe anche arricchito perché il chiacchericcio fuori le stanze del comando a proposito di questa selezione dell’Amaco è praticamente incontenibile. E scatta il totonomi.

Di chi sono quei 5 posti? A chi rispondono? Parenti, amici, amici di amici? Chissà, non è strada questa che porta da nessuna parte. Non è di sospetti che si può nutrire una pubblica amministrazione ma di “solide realtà”, direbbe il mitico Roberto Carlino quando vende mobili in tv.

E le “solide realtà” per l’Amaco di Cosenza sono due al momento. La prima è che autisti nuovi di zecca e interinali hanno vinto la selezione, e stanno per essere gettati su strada, stanno già facendo le prove.

La seconda, di “solida realtà”, è che almeno due di quei posti toccavano e non da oggi a due autisti virtuali e sfortunati, la vulgata li chiama “figli di nessuno”.

Toccherebbe a loro essere assunti a tempo indeterminato, pare proprio ne abbiano tutti i titoli. Condividono questo “agguato” di agosto, il nome di battesimo (Roberto tutti e due) e condividono le catene che si metteranno addosso da domani proprio davanti ai cancelli dell’Amaco.

Nel 2008 hanno partecipato al concorso pubblico all’Amaco, ne è nata una graduatoria di 55 persone.

Nel 2011 questa graduatoria è stata poi prorogata con delibera del Consiglio di amministrazione, fino ad esaurimento che sta a significare che ove necessita all’azienda si deve attingere da questa graduatoria.

In 5 anni 42 di questi 55 sono stati presi e nel 2014 altri 5, e siamo a 47. Due anni dopo, siamo nel 2016, ne vengono presi altri 6. Restano loro fuori, i due Roberto. Va da sé che in coincidenza di tornate elettorali comunali o regionali si sono registrate le maggiori infornate ma per loro no, i due Roberto (figli di “nessuno”) sono ancora fuori.

In graduatoria da 10 anni. 53 su 55 sono finiti dentro, loro ancora ad aspettare. Ad ogni domanda viene risposto che mancano le risorse per acchiappare pure loro, che la legge Madia ha cambiato tutto, che bisogna attendere alcuni pensionamenti.

Finchè non arriva la selezione “balneare” nel cuore di agosto. All’Amaco servono, udite udite, 5 autisti nuovi, sia pure interinali.

La volta buona per i due Roberto? Macchè. «Vi assumeremo a gennaio», si sentono dire. Per il momento serve gente “interinale” e l’Amaco ne prende altri 5 (o 4) calati dal cielo. Che sono già su strada mentre i due Roberto da domani saranno con le catene davanti ai cancelli. A piedi…

                                                                                          

  I.T.