Elezioni, Minniti e Orlando verso la Calabria

    Sullo jonio c'è già chi invoca una sommossa popolare

    Nonostante il Corriere della Sera nell’edizione di domenica lo abbia indicato nel proporzionale in Campania l’indiscrezione dell’ultim’ora invece, che restituiamo così come a ci è pervenuta, racconta del ministro della Giustizia Andrea Orlando candidato nel listino del proporzionale Calabria Nord. Già, proprio qui. Una notizia non da poco non c’è che dire, se fosse naturalmente confermata dai fatti nelle prossime ore. Destinata a scompaginare e neanche banalmente il risiko ad incastri del resto dei candidati. Una candidatura indubbiamente anche autorevole e prestigiosa, persino simbolica, ma che non potrebbe che trascinarsi appresso anche delle s de insidiose, per non chiamarle proprio controindicazioni. La sfida del dicastero della Giustizia, una sorta di bilancio consuntivo in nome e per con- to del governo, nel territorio (Calabria Nord) che ha registrato la soppressione del tribunale di Rossano con tutto quel- lo che ne è venuto di conseguenza in termini di malcontento stratificato e generalizzato. Non iscritti e simpatizzanti Pd ma anche semplici cittadini hanno manifestato nei mesi scorsi lungo lo Jonio proprio contro la soppressione del tribunale di Rossano. Per non dire in una specie di protesta che dentro il Pd è pronta a montare a partire dallo Jonio. Si vedrà. E si vedrà soprattutto se l’indiscrezione sarà stata capace di reggere l’urto del reale. E non è l’unica, di indiscrezione, circolata nelle ultime ore. An- che qui nonostante le agenzie di stampa nazionali (e anche il Corriere della Sera) abbiano individuato per Marco Minniti l’atrio delle Marche pare proprio in- vece che la sua s da se la giocherà in Calabria, nel collegio unico del Senato. Ovvia la cosa no a non molto tempo fa ma per niente scontata invece a dar retta alle tendenze e al risiko complessivo che riguarda tutti i ministri in campo. Perché, sia chiaro a scanso di ogni equivoco, a una settimana dal termine per la presentazione delle liste, in casa Pd si lavora ancora di bilancino. Nulla è ancora deciso, riferiscono dal Nazareno, e no alla ne le caselle sono scomponi- bili. Giovedì (o venerdì), nel corso della direzione del partito, il quadro dovrebbe cominciare a restituire una immagi- ne più completa dello schieramento in campo. Ad oggi, l’unica certezza sembra riguardare il presidente del Consiglio. Le possibilità di vedere Paolo Gentiloni candidato a Roma sembrano ridotte al lumicino. Per lui si aprono le porte del collegio Marche Sud, come capolista del proporzionale alla Camera. Anche Marco Minniti in un primo momento era stato dato nel collegio di Pesaro, ma è di ieri l’indiscrezione che lo vede in- vece al Senato in Calabria. A Pier Carlo Padoan è arrivato l’invito del segretario del Partito democratico a candidarsi nel collegio di Siena. Ma la Toscana rischia di diventare una vera e propria riserva di caccia per i ministri: oltre a Padoan, infatti, potrebbero essere schierati nella regione – una delle poche che sembrano facilmente conquistabili dal Pd – an- che la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, e della Difesa, Roberta Pinotti, come riferiscono fonti del Pd toscano. Oltre a Luca Lotti, candidato nella “sua” Empoli, si parla di un collegio toscano anche per Beatrice Lorenzin, anche se sui posti per gli alleati si deve ancora decidere. Un assalto di ministri che sta generando qualche malumore ma, nonostante questo, l’indicazione arrivata da Roma alle federazioni regionali è quella di sopportare qualche sacri ciò per fare posto agli alleati.