Quel bando per le ambulanze “modificato” e (forse) “cucito”

Il caso della gara per la manutenzione dei mezzi di soccorso dell’Asp di Cosenza. In una delibera spariscono i requisiti essenziali per la qualità del servizio

Metti una procedura di gara indetta il 20 ottobre di quest’anno con tanto di delibera (n° 1884) per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei mezzi di soccorso (e non) dell’Asp di Cosenza (quindi anche degli ospedali ricadenti in questa azienda). E metti che meno di un mese dopo, siamo esattamente al 15 di novembre e la delibera diventa la n° 2071, alcune importanti carte in tavola vengono clamorosamente cambiate. Sospettosamente modificate. Come iniziare una partita a tressette, dare le carte sul tavolo, e poi prima di mettere i soldi sul piatto si decide di cambiare gioco. Si fa a briscola la partita. La delibera successiva alla pubblicazione del bando (le cui offerte si aprono giustappunto domani) non contiene più i requisiti essenziali per la qualità del servizio. Della serie non è più essenziale, discriminante, avere uno storico in materia di manutenzione di mezzi di soccorso. Il vincolo di qualità è stato fatto “sparire”. Nessuno degli elementi essenziali previsti nel codice degli appalti è richiesto più. Né l’Iso, né gli attestati di competenza anche scientifica visto che di ambulanze si parla e che al loro interno debbono poter prevedere persino una piccola sala operatoria. Né capacità economica. Al contrario nella valutazione dei punteggi vengono prese in considerazione altre voci come l’ampiezza della struttura fino a 10mila metri quadrati, le attrezzature, ma con un particolare però. Non è necessario che il tutto abbia sede nel territorio della provincia di Cosenza. Quella di pertinenza. Sì, avete letto bene. Basta un capannone bello grande e attrezzato, magari con sede in Lombardia o Emilia. Una bella e corposa competenza meccanica (ma niente affatto tecnico-scientifica in materia di ambulanze) e il gioco è fatto. Nessuna proprorzionalità nei criteri del punteggio da assegnare, fa titolo e curriculum una chiave inglese di ultima generazione quasi più di una specifica competenza in materia di meccanica sanitaria. Un’azienda con sede e capannone fuori regione, con nessuna esperienza di qualità nel settore ma con un capannone di 10mila metri quadrati e con un numero di attrezzature corposo si acchiappa il punteggio massimo e quindi tutto il cucuzzaro. Poi magari si rivolgerà ad una ditta del posto per ripararli davvero i mezzi (in un magazzino di 10 metri) ma questo è un altro discorso, viene da sé e viene dopo soprattutto. Viene dopo la “ciccia” e cioè l’aggiudicazione di un appalto di 450mila euro all’anno per tre anni. Vince chi è in grado di espletare il servizio anche con il 70%, è questo il criterio di aggiudicazione. E poco importa se si poteva optare per il massimo ribasso, cioè vince chi offre meno per offrire lo stesso servizio. No, la cifra quella deve restare. E poco importa se negli atti di gara viene richiesto nell’offerta economica l’indicazione di un prezzo, per tale servizio, che poi nel corso degli stessi atti viene indicato come servizio gratuito dallo stesso ente appaltante. Poco importa. È la somma che fa il totale, diceva Totò. E nel caso di specie è la somma che fa il bando, che non si deve smuovere di un centimetro. Ovviamente dopo aver cambiato le regole in corsa e cioè con la delibera del 15 novembre successiva a quella del 20 di ottobre. Perché questo “cambiamento”? Come si fa a zittire e a tenere a bada l’insopprimibile malizioso che non fa altro che pensare che ci sia qualcosa di sotto, tipo una “cucitura” si misura per qualche concorrente? Il nuovo corso al vertice dell’Asp di Cosenza targato Mauro, improntato alla trasparenza e alla legalità, potrebbe non aver prestato molta attenzione a questa gara “mutevole”. O potrebbe, lo stesso vertice virtuoso dell’azienda, essersi fidato di qualcuno per la stesura della gara che invece ha combinato un po’ di pasticci. Ma armati di buon senso c’è sempre tempo per alzare il freno a mano e più d’uno è convinto che proprio operando così Mauro sta levando pian piano l’Asp da secche pericolose…