L’Asp “costretta” a pagare 200mila euro di vecchi debiti

Un commissario ad acta si è insediato e ha provveduto al recupero della cifra per una clinica di Arezzo

L’Asp “costretta” a pagare circa 200mila euro per servizi mai ottemperati nei confronti di una casa di cura di Arezzo. Si tratta di una struttura specialistica di riabilitazione extra ospedaliera. Accoglie in trattamento persone che hanno subito eventi acuti, neuro- logici ed ortopedici, intervenendo subito dopo il periodo di ospedalizzazione, quando si è ripristinata una condizione di stabilità clinica del paziente e, perciò, non è più necessaria una sorveglianza medica sulle 24 h. “Il personale di A-Rìa, non essendo impegnato sul fronte dei bisogni di assistenza legati alla instabilità clinica, può dedicarsi completamente alla riabilitazione del paziente. È per questo che i pazienti vengono precocemente trasferiti dai reparti ospedalieri ad A-Rìa: perché è possibile assicurare la riabilitazione ad un livello di elevata intensità giornaliera, diversamente dal reparto ospedaliero che deve contemporaneamente far fronte anche alle condizioni internisti- che dei pazienti. Il compito di una struttura extra ospedaliera come A-Rìa deve assolvere, nell’ambi- to della rete dei servizi sanitari, è perciò quello della massima intensità riabilitativa subito dopo un evento acuto, quando è scientificamente provato che sono massime le possibilità di recupero dei pazienti”. Scrivevano i giudici del Tar di Firenze nella sentenza sul giudizio di ottemperanza richiesto dalla struttura: “Premesso che: – l’Ente Morale “Provincia della Presentazione di Maria Santissima dei Passionisti”, quale proprietario dell’Istituto Privato di Riabilitazione “Madre della divina provvidenza” sito in Arezzo, loc. Agazzi, ha ottenuto in data 1 agosto 2016 dal Tribunale di Arezzo l’ingiunzione al pagamento, a carico dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, della somma di € 141.834,91 oltre interessi di mora dal giorno del dovuto sino al soddisfo, nonché delle spese della procedura liquidate in € 2.135,00 per onorari ed € 406,50 per esborsi, oltre il 15% per spese generali, I.V.A. e C.a.p.; – il decreto è divenuto definitivo in forza di mancata opposizione del debitore e con il presente gravame, notificato il 10 maggio 2017 e depositato in data 11 maggio 2017, l’Ente sud- detto agisce per l’ottemperanza al medesimo; Considerato che: – nel processo amministrativo il decreto ingiuntivo non opposto e dichiarato esecutivo, in quanto definisce la controversia al pari della sentenza passata in giudicato essendo impugnabile solo con la revocazione o l’opposizione di terzo nei limiti di cui all’art. 656 c.p.c., ha valore di cosa giudicata anche ai ni della proposizione del ricorso per l’ottemperanza, come previsto dall’art. 112, com- ma 2, lett. c), c.p.a. il quale pre- vede la giurisdizione del Giudice amministrativo in ordine ai ricorsi in materia di ottemperanza alle “sentenze passate in giudicato ed ..(agli) altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinari” ricomprendendo in questa categoria residuale anche i ricorsi per decreto ingiuntivo divenuti definitivi a seguito di mancata opposizione (C.d.S. V 27 marzo 2015, n. 1609); – il titolo esecutivo è stato notificato all’Azienda intimata il 21 novembre 2016 e dunque il presente giudizio è instaura- to nell’osservanza del termine di cui all’art. 14, comma 1, del d.l. 31 dicembre 1996, n. 669 conv. in legge 28 febbraio 1997, n. 30; Ritenuto pertanto: – di accogliere il ricorso in esame dichiarando l’obbligo dell’Azienda intimata di ottemperare integralmente al decreto epigrafato entro trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa o notificazione della presente sentenza; – di no- minare il Prefetto di Cosenza o un  suo delegato affinché, in caso di infruttuoso decorso dell’indicato termine di trenta giorni, provve- da in qualità di Commissario ad acta a tutti gli adempimenti oc- correnti per l’ottemperanza alla presente sentenza nel successivo termine di trenta giorni anche ai sensi dell’art. 14, comma 2, del sopramenzionato d.l. n. 669/1996, in base al quale l’esecuzione delle sentenze deve avvenire anche in caso di incapienza degli appositi capitoli di bilancio, attraverso l’utilizzo dell’istituto del pagamento in conto sospeso; – di liquidare le spese di giudizio a favore del ricorrente nella misura di € 1.500,00 (millecinquecento/00) cui devo- no essere aggiunti gli accessori di legge; il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto: – ordina all’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza di ottemperare integralmente al decreto epigrafato entro trenta giorni dalla comunicazione in via amministrativa o notificazione della presente sentenza”.