Consorzio vini “Cirò” di Melissa, il Tar annulla interdittiva antimafia

Per questo motivo aveva subito il blocco dei finanziamenti da parte di Agea

Il Consorzio “Cirò” di Melissa ottiene dal Tar la sospensione dell’interdittiva antimafia che aveva portato al blocco dei finanziamenti da parte di Agea, l’agenzia governativa per i fondi dell’agricoltura a cui spettano i controlli. Si legge nella sentenza di ieri:
“per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, – del provvedimento AGEA prot. n. 0043352 datato 19 maggio 2017 con il quale è stata disposta l’immediata sospensione di tutti i procedimenti di erogazione dei contributi e premi nei confronti del ricorrente, nonché il recesso immediato per insussistenza dei requisiti soggettivi dal contratto Calabria 3 2016/2017 sottoscritto con Agea in data 14 ottobre 2016 per la misura Ocm promozione del vino nei paesi terzi e della allegata nota di trasmissione n. 0043352 del 19 maggio 2017 (doc. 1); della nota prot. 009008 del 12 maggio 2017 acquisita al protocollo informatizzato Agea in data 16 maggio 2017, mai comunicata al ricorrente, con la quale la l’Ufficio Territoriale del Governo di Crotone – Prefettura di Crotone – ha dato atto della sussistenza dell’interdittiva antimafia del 31 maggio 2011;  della interdittiva prot. fasc. n. 5672/2011 area 1 / Am resa in data 31 maggio 2011 dall’Ufficio Territoriale del Governo di Crotone Area 1 della Prefettura di Crotone conosciuta dal ricorrente in data 9 giugno 2017 (doc. 2); della nota Agea n. 0054962 del 3 luglio 2017 con la quale è stato disposto l’incameramento della polizza fideiussoria n. 977433 del 1 dicembre 2016 rilasciata dalla Elba assicurazioni (doc. 3); nonché di ogni altro atto a qualsiasi titolo presupposto, connesso e conseguente anche se non conosciuto. Ritenuto che sussistano i presupposti per l’accoglimento dell’istanza cautelare, sia per il pregiudizio grave ed irreparabile, essendo stata sospesa la partecipazione del Consorzio a forme di incentivazione dell’impresa vinicola di fonte europea;  l’informazione interdittiva antimafia si fonda unicamente sul rapporto di affinità tra un consigliere di amministrazione e un appartenente ad un’articolazione della ‘ndrangheta locale, non emergendo ulteriori elementi indiziari  del rischio di condizionamento mafioso; Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), Accoglie l’istanza cautelare e per l’effetto: a) sospende l’efficacia degli atti impugnati; b) fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 19 luglio 2018”.