《Rende così si butta via, per fortuna però non tutta la “politica” è d’accordo…》

L'ex assessore alla Cultura Marta Petrusewicz e lo scioglimento per mafia《difficile, persino impossibile, da mandar giù》. 《La cultura? Misura i gradi di civiltà》. 《È grave se il presidente Anci ha votato a favore, c'è però chi dissente e ci lascia meno soli...》

《L’istantanea la può ricavare da qui. Il professor Ettore Castagna, più o meno all’improvviso, ritira la donazione di 31 strumenti musicali destinati originariamente alla sezione “Strumenti musicali popolari” del Museo Civico. E sa perché? Perché arrivano le “turbolenze”, i tuoni. Il fango infame dello scioglimento per mafia del Comune di Rende. E questa è solo una istantanea iconografica. Ha intuito il danno che si provoca alla città e ai cittadini? Guardi che la cultura non è perimetro dell’effimero. La cultura misura i gradi di civiltà di una comunità e qui si rischia grosso con questa drammatica interruzione amministrativa…》.
Si rischia grosso ora dice? E prima invece? Prima dello scioglimento? 《Guardi non voglio, e non sono in grado, di svolgere un’analisi tecnica e giuridica dello scioglimento di Rende per infiltrazioni mafiose. Ho il senso dello Stato e delle sue stratificazioni, e non a caso – perché facevo funzioni del sindaco – mi sono messa subito a disposizione dei commissari a nome di tutta la nostra squadra. Purtroppo, inutilmente, non sono stata minimamente considerata.
A mio avviso però, in generale, è antistorica e irrazionale questa legge sullo scioglimento dei Comuni e nel caso di specie, su Rende, troppi passaggi anche istituzionali non tornano. Ma non è questo il mio mestiere. Io “piango” per un percorso culturale traumaticamente e pericolosamente interrotto. Rende così si butta via…》. Il pianto è solo metaforico? 《E anche se lo fosse, vale di più. Rende ospita la più grande università della Calabria, ormai importante in tutto il Sud e l’Italia, con cui sono in campo partnership su vari ambiti culturali con il coinvolgimento come tutor di personalità di spicco su scala nazionale. Rende è la città dove si illumina ancora il più antico cinema della provincia di Cosenza. Rende è la città inserita per il quarto anno consecutivo, e per meriti, nel progetto nazionale “la città che legge”. Abbiamo vinto un bando per il museo che guarda l’universo, abbiamo strappato dal Pnrr 400mila euro per il Museo del Presente. C’è da completare il restauro di un castello meraviglioso, da 16 anni attenzionato da progetti nazionali ambiziosi. Vale lo stesso per il museo della ceramica, per quello d’arte ottonovecentesca senza convenzioni legali con l’amministrazione. C’è ancora persino da inserire i musei di Rende nella rete museale regionale e ministeriale, altrimenti non è possibile accedere a finanziamenti. Per non dire della gestione e inventariato delle quattro biblioteche, di cui 3 attive. Il personale è in gran parte fatto “transitare” dalla Rende Servizi, quindi con poca o nessuna formazione. Stavamo lavorando anche a questo perché la manutenzione dell’immenso patrimonio culturale di Rende vale quasi quanto il patrimonio stesso. Oggi è tutto fermo, sospeso, interrotto. Le benemerite associazioni civiche che da anni operano sul territorio, come Sparrow e Auser, non sanno di che morte moriranno. A ben vedere ancora senza che nessuno sappia davvero perché. Rende rischia di smarrire la sua memoria, la sua identità, il suo futuro》. Evidentemente però i commissari si saranno fatta un’altra idea… 《Che vorremmo conoscere anche noi però, su carta. E invece la relazione resta negata, esoterica…》. La regnanza politica fin qui? A sua memoria qualcuno del circondario ha detto la sua su Rende? 《Regna quasi incontrastato un trasversale quanto inquietante silenzio. A dire il vero qualcuno ha parlato, sì. Anche pubblicamente contro lo scioglimento di Rende. Lo ha fatto Enza Bruno Bossio e lo ha fatto anche la deputata Simona Loizzo. Personalmente mi ha fatto piacere poi riscontrare la contrarietà allo scioglimento di Rende anche da parte del sindaco di Cosenza, Franz Caruso, espressa a margine di un incontro. Mentre, da quello che apprendo dalla stampa e dalla vostra testata, considero sconcertante il parere favorevole allo scioglimento di Rende dichiarato nel comitato per l’ordine e la sicurezza dalla presidente della Provincia Succurro, oggi anche presidente dell’Anci Calabria nonché sindaca di San Giovanni in Fiore. Lo ritengo un errore politico grave, un insulto gratuito ai numerosi sindaci calabresi che sono nella nostra stessa situazione. ..》.

D.M.