Fratelli d’Italia e di coltelli…

In atto una strategia lungo l'asse Cosenza-Roma così da provare a depotenziare il ruolo forte di Wanda Ferro in Calabria. La regìa dell'operazione (per niente semplice) sarebbe del duo Antoniozzi-De Francesco ma non è escluso un occhio strizzato anche dalle parti della Cittadella...

Forte, esposta su scala anche nazionale e quindi “visibile”, nonché blindata da Giorgia Meloni. Un po’ troppo per chi invece, sotto e sopra la bandiera che si porta oggi, quella di Fratelli d’Italia, vorrebbe costruire invece altre trame e altre traiettorie di potere. E quindi si va di “strategia”, di progetto, di lenta e progressiva manovra di indebolimento così che Wanda Ferro, ovviamente di lei si sta parlando, possa contare un tantino meno in Calabria.
È tutto interno e sotto la bandiera che ancora ha la Fiamma dentro, il “progetto”. E ha un timone di comando con eguale rappresentanza di genere e di fasce di età dal momento che può contare sul deputato griffato Alfredo Antoniozzi e sul consigliere regionale Luciana De Francesco, altrimenti conosciuta pure come consorte dell’ex consigliere regionale Luca Morrone. Un asse che viene descritto affiatato e motivato, quello Antoniozzi-De Francesco, con finalità non più esoteriche dal momento che una settimana fa sarebbero volati decibel piuttosto alti nel corso di una riunione interna. Uno degli scenari del resto più perseguiti dagli “scissionisti” è proprio quello ormai di arrivare ad una specie di conta interna, di “evidenza”. Della serie, chi sta con Wanda e chi no perché è troppo forte dal momento che fa da totem in Calabria ed è la più esposta e visibile a Roma. La conta però al momento non pare stia facendo grandi passi in avanti, al netto delle retroguardie che negli eserciti non hanno mai fatto poi la storia. Centrale diventa il ruolo, in essere e in prospettiva, di Fausto Orsomarso, l’altro deputato meloniano di Calabria e di Cosenza. Chi lo conosce bene però difficilmente lo immagina segare i ponti della potente (e amica) Wanda, tutto appare fuorché sprovveduto Orsomarso nonostante il “buon vicinato” con De Francesco-Morrone e per altri versi con lo stesso Antoniozzi. Se il potere vero però bazzica ancora dalle parti ancorate di Ferro Fausto Orsomarso non dovrebbe far parte della conta degli “scissionisti” cosicché il “progettino” potrebbe anche naufragare prima di salpare del tutto. A meno che l’incipit iniziale se non proprio la genesi della manovra non abbia altri colori e soprattutto non abiti altri Palazzi, persino più altolocati in Calabria. Alla Cittadella per esempio non è sfuggita di certo la nota perentoria e senza mediazione alcuna di Wanda Ferro in occasione della facoltà di Medicina a Cosenza e dell’azienda universitaria di Catanzaro fino a poco tempo fa impantanata. Con tanto di intervento che si prospetta risolutivo e governativo della faccenda. E chissà se un indebolimento complessivo di un sottosegretario potente e di altro “colore” non venga alla fine accolto in modo diverso, in Cittadella, rispetto al disappunto. Hai visto mai…

I.T.