Non si “gioca” più, i capigruppo ritirano la legge sulla ludopatia

Dai dubbi di Occhiuto alla strigliata dei vescovi al veto pesante della Lega, la maggioranza (spaccata) fa retromarcia

I dubbi (retroattivi) di Occhiuto, la strigliata dei vescovi, una maggioranza spaccata e il veto pesante della Lega e di Loizzo. C’è di tutto e di più dietro dietro il colpo di scena (non inatteso) a proposito del testo di legge in consiglio regionale sulla ludopatia. Colpo di teatro che si materializza con il ritiro stesso del testo di legge con decisione unanime dei capigruppo, la classica coda tra le gambe.
«I consiglieri regionali – ha detto Occhiuti – sanno bene che io sono sempre disponibile ad ascoltarli quando mi offrono dei suggerimenti e dei contributi per l’azione di governo ma evito che possano sovrapporsi all’azione di governo. E io ho lo stesso rispetto nei confronti del Consiglio regionale nel senso che non mi sostituisco all’assemblea», ha detto ancora Occhiuto – secondo quanto riporta l’agenzia Ansa – a margine di un’iniziativa alla Cittadella parlando con i giornalisti in merito alla proposta di legge sul gioco d’azzardo inserita nell’ordine del giorno del prossimo Consiglio regionale, che si terrà lunedì 12 dicembre. «Suggerirei di affrontare i temi più delicati e anche eticamente più complicati – ha aggiunto Occhiuto – facendo come si fa nelle altre assemblee, magari facendoli precedere da un ciclo di audizioni dove tutti i soggetti, sia quelli che si occupano di gioco legale perché molti dimenticano che in questo Paese è lo Stato ad avere legalizzato il gioco, sia soprattutto quelli che si occupano di affrontare i temi della ludopatia che impoverisce moltissimi nuclei familiari e moltissimi anziani. Ciò perché si possano rappresentare le ragioni degli uni e degli altri davanti a quelli che poi devono fare le leggi, quindi nelle commissioni. Mi auguro che per il futuro Il Consiglio regionale – ha detto ancora il presidente della Regione – sappia affrontare, e sono sicuro che lo farà, i temi più delicati coinvolgendo preliminarmente nelle audizioni nelle sue commissioni gli stakeholder».
«La modifica alla proposta di legge regionale sulla ludopatia nasce dalla necessità di fornire alla Calabria e ai calabresi un nuovo quadro normativo che aggiornasse, di fatto, la legge del 2018 che in questi anni si era concretamente deregolamentata. Tutto questo puntando, ovviamente, ad un imprescindibile obiettivo: creare una misura normativa massimamente condivisa. Abbiamo verificato con grande spirito di collaborazione che le modifiche proposte dalla maggioranza alla legge regionale 9/2018 non hanno attecchito nell’humus sociale e politico calabrese e di molte motivazioni espresse, come quella della Conferenza episcopale calabra, ne condividiamo anche timori e perplessità. Pertanto abbiamo deciso di ritirare le nostre firme alla proposta di modifica del quadro normativo»: così, poi nel pomeriggio i capigruppo Giuseppe Graziano (Udc), Francesco De Nisi (Coraggio Italia), Giuseppe Neri (Fratelli d’Italia), Giacomo Pietro Crinò (Forza Azzurri), Giovanni Arruzzolo (Forza Italia) precisando che il testo della proposta di modifica alla legge regionale 9/2018 è una atto dell’intera maggioranza consiliare sottoscritto e presentato per prassi da tutti i capigruppo della stessa.  «Lasciare in vigore gli articoli 16 e 54 della legge regionale 9 del 26 aprile 2018 (“Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”) così come approvata dal consiglio regionale, senza modificarne il contenuto o emendarne il testo». Anche in scia con le prese di posizione di tanti, fermo restando la convinta convinta condivisione del contenuto della relazione del consigliere Crinò che indicava le proposte di modifica come «un compromesso tra esigenze delle aziende e tutela dei cittadini», i capigruppo di centrodestra, dai quali già si era sfilata la leghista Simona Loizzo, ritirano la firma dalla proposta di legge di modifica delle norme calabresi sulla ludopatia inserita nell’ordine del giorno del prossimo consiglio regionale, in programma il 12 dicembre. «Riteniamo opportuno – precisano Graziano, De Nisi, Neri, Crinò e Arruzzolo – lasciare in vigore il testo originario delle due norme in modo da intraprendere un serio e particolareggiato approfondimento sull’argomento, magari coinvolgendo in maniera più incisiva tutti gli attori coinvolti».