Elezioni, il “flipper” è andato in tilt

Eligendo, il sito del ministero, nel pomeriggio fa sparire Bruno Bossio e il secondo seggio proporzionale al Pd a beneficio, evidentemente, di uno scranno a Cinquestelle. Ma le “contorsioni” potrebbero non finire qui con altre sorprese in arrivo..

Una pallina impazzita, la pallina del “flipper”. Senza moneta la fai partire tra i resti nazionali del sito Eligendo e spuntano, o spariscono, seggi e feste già fatte. Una baraonda, anche con ricostruzioni mediatiche fantasiose appresso come quella di Umberto Bossi che sarebbe entrato in Parlamento a discapito di Enza Bruno Bossio (è lo stesso Calderoli poi a svelare tecnicamente l’errore, dopo averlo segnalato al ministero, cosicchè il “senatur” acchiappa il seggio nel plurinominale di Varese, ma è altra storia). Della serie, un errore materiale tipo Bossio e non Bossi. Niente di più lontano dalla realtà che invece, per Enza Bruno Bossio, parla un’altra lingua almeno a dar retta al “flipper” Eligendo. Non c’è più il suo nome tra i seggi assegnati, salta quindi il secondo eletto nel plurinominale Camera per il Pd. Evidentemente ricalcolando i resti, e facendo girare un’altra volta la “pallina”, ecco che dovrebbe scattare al Movimento Cinquestelle (il condizionale è più che d’obbligo) il terzo eletto nel proporzionale Camera, ovviamente tenendo conto che sempre 19 parlamentari deve portare la Calabria a Roma. Quindi, stando alla esclusione che Eligendo notifica a Enza Bruno Bossio e al secondo seggio proporzionale Pd ecco che dovrebbe toccare sulla carta al Movimento Cinquestelle e qui poi per la “sostituzione” il calcolo si fa più complesso.
Perché nel plurinominale ci sono già gli eletti De Raho, Baldino e Tucci. Dopo di che toccherebbe al quarto posto prendere il posto che era stato assegnato al Pd solo che al quarto posto c’è Anna Laura Orrico che però ha vinto il suo collegio uninominale Cosenza-Tirreno, che ha la assoluta precedenza nella gerarchia degli eletti. Quindi, Orrico, passa la mano al proporzionale e il Movimento deve per forza passare alla “panchina”, alle riserve perché la lista vera e propria finisce al quarto posto. Il primo in “panchina” è Melicchio, il secondo, anzi la seconda, è Scutellà. Quindi, sulla carta, Melicchio oppure Scutellà. Sempreché tocchi veramente al Movimento Cinquestelle il seggio che la pallina impazzita del “flipper” Eligendo ha fatto sparire dal Pd e da Enza Bruno Bossio. Il tutto senza considerare un’altra variabile ancora, non meno “impazzita” ma con esito un tantino di là da venire.
Fonti accreditate riferiscono di un ricorso di Andrea Gentile, battuto nell’uninominale di Cosenza da Anna Laura Orrico, per poco più di 400 voti. Gentile e il centrodestra contesterebbero non meno di 6,7mila schede. Non è escluso che nel riconteggio e nell’analisi approfondita dello scrutinio non possa venire fuori appena un 10% di schede contestate a Gentile e al centrodestra. Sufficienti per vincere il collegio uninominale. Orrico dei Cinquestelle in questo caso potrebbe comunque non alzarsi dalla Camera perché potrebbe in ogni caso recuperare il quarto seggio proporzionale che oggi Eligendo sottrae al Pd, lei era candidata proprio al quarto posto. Della serie, Melicchio o Scutellà parlamentari per un paio di mesi se Gentile vince il ricorso. Questo sempre se il seggio che oggi è sparito verrà assegnato ai Cinquestelle. E sempre se nel frattempo il Pd, a sua volta, non proporrà altre soluzioni algebriche o riconteggi.
È il “flipper”. Gioco a perdere inventato per non far divertire nessuno…

I.T.