Dissesto Vibo, l’accusa dei giudici: “Artifici contabili per migliorare i conti”

Rese pubbliche le motivazioni con cui la Corte dei Conti ha bocciato il Piano di riequilibrio dell’Ente: “Dati inattendibili”

Dal Piano di riequilibrio del Comune di Vibo Valentia emerge “l’inattendibilità degli equilibri programmati“. È questa, in estrema sintesi, la motivazione con la quale la Corte dei Conti ha deciso di bocciare il programma dell’Ente per risanare il debito. Le motivazioni dei giudici contabili – con la decisione presa dal collegio presieduto da Rossella Scerbo – sono contenute in 124 pagine dalle quali emerge chiaramente che “il Comune di Vibo Valentia ha reiteratamente migliorato con artifici contabili i risultati di amministrazione per tutto il periodo precedente all’approvazione del Piano di riequilibrio, incidendo, conseguentemente, sulla corretta stima del disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2018 e quindi sulla corretta quantificazione della massa passiva da ripianare”.
Un’accusa pesantissima quella rivolta alle precedenti amministrazioni: i conti sarebbero infatti stati migliorati non grazie a risultati concreti ma a “artifici contabili”. Mentre, com’è facile immaginare, sarebbero state necessarie “previsioni veritiere e dunque realmente rappresentative e attendibili” per poter trarre conclusioni sulla sostenibilità del Piano di riequilibrio.
Un esempio di quegli “artifici contabili”? Il Fondo pluriennale vincolato che al 31 dicembre di ogni anno appariva sottostimato rispetto a quello del 1 gennaio dell’anno successivo, ovvero del giorno dopo. Un escamotage che ha portato a un illusorio miglioramento dei conti e una conseguente sottostima del debito “per circa 27 milioni di euro”. Mica noccioline.
Ma sono diverse le cose che non hanno permesso l’approvazione del Piano di riequilibrio: 60mila per il fondo rischi e contenzioso erano “irrisori“; le previsioni di spesa di parte capitale “inattendibili”. “Ci sono debiti fuori bilancio – aggiunge inoltre la Corte dei Conti – privi di copertura finanziaria e non correttamente rilevati”. E anche con il Piano di riequilibrio “il disavanzo di amministrazione risulta in progressivo peggioramento”. I conti non migliorano, insomma.
I giudici contabili arrivano anche alla nota più dolente per il Comune di Vibo. Avete capito di cosa si tratta? Esatto: la riscossione delle tasse. Le entrate, infatti, sono state finalizzate soprattutto “al raggiungimento degli equilibri di bilancio, ma non al risanamento dell’Ente” e quindi a diminuire il debito. E dopo l’approvazione del Piano di riequilibrio, anche per l’emergenza Covid, “si è registrato un incremento della massa dei residui attivi (le somme da incassare, ndr) causata da un’attività di riscossione insufficiente e dalla quasi totale assenza della riscossione delle entrate proprie” come “Tarsu, Tari, Tares” e non solo.
In una situazione complessiva in cui anche “la liquidità aggiuntiva che il Comune ha percepito” non ha avuto conseguenze positive, quindi, il giudizio finale della Corte dei Conti è una bocciatura piena. Le strade che l’Amministrazione Limardo ha davanti, adesso, sono solo due: provare a impugnare la decisione andando a contestare le numerose storture individuate dai giudici; oppure, semplicemente, prendere atto che la situazione è a dir poco disastrosa, convocare il Consiglio comunale e dichiarare il secondo dissesto consecutivo (“un caso di dissesto infinito” l’aveva definito l’assessore al Bilancio Maria Teresa Nardo) per il Comune di Vibo.