Sanità, sale la tensione su vendite e aste milionarie…

Al centro dei “movimenti” cliniche private importanti e strategiche nel panorama regionale. Il 9 si aprono le buste per la vendita della Tricarico di Belvedere, base d'asta 22 milioni. La vicenda Sant'Anna “sospesa” e le Terme Luigiane (parcheggiate) gli altri fronti “caldi...

Cliniche private importanti, strategiche nel panorama della sanità convenzionata con il servizio pubblico. Pezzi portanti del puzzle delle forniture che sono in via di potenziale “transazione”, di vendita o di asta fallimentare. Interessi enormi, formalizzati sul tavolo e in qualche modo anche sotto il tavolo. Decine di milioni che possono spostarsi da una parte all’altra con grosse fette di accreditamento appresso (e quindi di altri milioni a venire) capaci di spostare gli equilibri economici del settore su scala regionale.
Non è una stagione per niente banale quella che vive (anche) la sanità privata e convenzionata con il servizio pubblico. Dopo il “congelamento” (per ora) della vendita del Sant’Anna di Catanzaro, il “salotto buono” dell’intero pacchetto regionale, è il turno invece dell’asta (certa) che è in programma per la vendita del colosso privato che fa da solo “reparto” sul Tirreno cosentino, la Tricarico di Belvedere Marittimo (oggi Tirrenia Hospital, temporanea denominazione per formale convenzione di gestione fallimentare). Un’asta molto importante e molto attesa, ancorché “attenzionata” e probabilmente non solo dagli stretti operatori di settore. Base d’asta una cifra imperiosa, 22.037.800 euro, per una possibile vendita senza incanto. Somma praticamente identica al valore di perizia, 21.194.000 euro. Il termine per la presentazione delle domande da presentare nella cancelleria fallimentare del Tribunale di Paola è fissato per il giorno della Festa dell’Immacolata, l’8 alle 13 con l’apertura delle buste d’innanzi al giudice appena il giorno dopo, il 9 alle 12 e 30. Un’asta dalle alte pretese e anche dal considerevole deposito cauzionale, il 10% del prezzo offerto.
Numeri consistenti che inevitabilmente “pretendono” gruppi di peso con fatture generose al seguito. Un asset non da poco, quello della Tricarico di Belvedere Marittimo. Per anni il “vero” ospedale del Tirreno cosentino nonostante (o magari grazie a loro) gli ospedali più o meno “veri” di Cetraro e Paola. Teatro della vendita proprio il Tribunale di Paola che ne ha decretato il fallimento, inevitabile che l’attenzione ora sulla possibile vendita sia massima e stratificata a più livelli. Tutti i livelli.
Tensione e attenzione sul Tirreno che segue solo di poco quella (per ora congelata) che si vive e s’è vissuta a Catanzaro, attorno al “fiore” della sanità privata convenzionata regionale, il Sant’Anna Hospital. Giochi di prestigio e di fatture hanno colorato di debiti e di inchieste giudiziarie il management sicché il Sant’Anna è finito più o meno agevolmente anche nel mirino dell’Asp di Catanzaro vecchia gestione, l’ex prefetto Latella per intenderci. Quindi braccio di ferro, blocco dei bonifici e dell’accreditamento. Un vero e proprio “agguato”, per alcuni. Corso inevitabile degli eventi, per altri. Ad un certo punto la famiglia proprietaria getta la spugna e annuncia la vendita milionaria del “salotto buono” della sanità privata calabrese. Piatto che fa gola e a più livelli anche se non mancano offerte griffate e milioni prestigiosi sul tavolo, piani industriali di livello, finché ad un certo punto non cambia “l’aria” (e commissari) proprio dentro l’Asp di Catanzaro. D’improvviso, e “miracolosamente”, non solo l’Asp blocca i pignoramenti in essere (circa 17 milioni di euro che ritiene di dover riavere dal Sant’Anna, sentenze e pareri della Corte dei Conti alla mano) ma addirittura inizia ad erogare qualcosina (3 milioni) che hanno a che fare con gli accreditamenti congelati. Molto più di una boccata di ossigeno per il Sant’Anna, una specie di ribaltamento inatteso del tavolo. Un “agguato” sventato, secondo alcuni. Il rinvio della palla in calcio d’angolo e in attesa che passi “l’inverno”, secondo altri. Sono i giorni, molto tesi a Catanzaro, della “fuga” silente dell’ex vescovo Bertolone che si porta appresso, oltre a un mare di segreti “divini”, anche l’immediata accettazione del Papa a proposito del suo improvviso trasferimento.
Culmine, questo del Sant’Anna di Catanzaro, di un’estate e un autunno in progress sempre più “caldi”. Con dei perimetri, in termini di sanità, più caldi degli altri. Anche perché c’è qualcuno che non ha toccato palla e non capisce ancora il perché. È il caso delle Terme Luigiane di Acquappesa, rientriamo sul Tirreno cosentino. A dar retta alle analisi delle università più quotate, le seconde acque termali più “meritevoli” d’Europa. Con i battenti chiusi, però. C’è una gara da 2 anni ormai che non viene “bandita” (nei cassetti della Regione) con il conseguente e non casuale ostruzionismo dei Comuni (Acquappesa e Guardia Piemontese) che pretendono la restituzione di parte degli immobili da parte della società che ha gestito le Terme la quale però (essendo proprietaria degli impianti) aspetta la gara per formulare la sua nuova offerta. Gara che però nessuno “bandisce”. Già, ma perché? Chissà.
Pezzi pregiati di sanità in vendita, anzi no. Altri all’asta milionaria. Altri ancora che restano “sospesi” e con battenti misteriosamente chiusi, senza erogare servizi.
L’attenzione è massima. Difficile che lo sia solo per chi indossa camici bianchi…

I.T.