«Stiamo vincendo 3 a 0 e mancano pochi minuti ma bisogna stare concentrati…»

Roberto Occhiuto a pochi metri dalle urne. «Divento presidente della Regione nel momento migliore della mia vita, mi gioco tutto. Voglio fare la storia di questa terra. Ho esperienza e fegato a sufficienza per reggere pressioni e ambizioni». «Spirlì vicepresidente e nomi da confermare in giunta? Prima vinciamo bene, poi quando l'arbitro fischia la fine della partita ne parliamo...». «Salvatore Borsellino? Ha offeso il 99% dei calabresi, anche de Magistris avrebbe fatto bene a prendere le distanze...»

di Domenico Martelli

Occhiuto ci perdoni la scarsa dimestichezza con la scaramanzia ma possiamo considerare questa tra le prime, se non la prima, intervista da presidente? Non ci dirà mica che con 3 candidati dall’altra parte di cui 2 nello stesso “ventre” teme sorprese…

«Sono sicuro della nostra vittoria, ma la partita finisce quando l’arbitro fischia. È come se fossimo in vantaggio 3-0 al novantesimo, ma mancano ancora i minuti di recupero. Quindi, lavoro e concentrazione anche in queste ultime ore prima del voto».

Le risparmiamo il “foglio illustrativo” sui programmi, a un chilometro dal voto sono tutti buoni. Ma la sanità no, è il centro del campo. Lei vuole essere nominato commissario ma perché si fida solo di lei o perché aveva ragione chi protestava già prima, la colonizzazione romana ha fallito?

«I commissari che si sono succeduti negli ultimi 12 anni hanno fallito, i debiti sono aumentati e le prestazioni non sono migliorate. Da presidente vorrò occuparmi personalmente dei grandi temi di governo della Regione. E il primo di questi temi è la sanità: su questo si peserà tra cinque anni il successo o meno della mia esperienza alla Cittadella».

In più occasioni ha detto che farà lei la squadra e soprattutto l’ossatura di governo regionale, i direttori generali. Vuol dire senza “pressioni” di partito e di corrente?

«Arrivo alla presidenza della Regione Calabria nel momento migliore. Ho la giusta esperienza e il carattere adeguato per gestire e governare situazioni complesse. Sono capogruppo di Forza Italia alla Camera e tra i miei deputati ci sono ministri ed ex ministri, eppure conduco il lavoro con fermezza e sicurezza. Si figuri se non riuscirò a fare la stessa cosa in Regione. Sarò libero e trasparente nelle mie decisioni e non mi farò condizionale da nulla. Io qui mi gioco tutto, sto facendo all in: merito e competenza saranno le mie uniche priorità».

Prevede la riconferma di qualche assessore uscente, stagione Santelli, e considera un dato acquisito il ticket con Spirlì?

«Della giunta mi occuperò dal 5 ottobre in poi, adesso pensiamo a vincere, e a vincere bene».

Occhiuto ma secondo lei si gioca anche una partita tutta interna al centrodestra in questo voto? Quale la più suggestiva?

«È chiaro che dentro il centrodestra, così come nella sinistra, si peseranno le forze in campo. È normale che sia così. Io penso che Forza Italia sarà il primo partito della coalizione in Calabria. Ma mi aspetto un grande risultato da tutte le liste, vedrete che anche le più piccole sorprenderanno positivamente».

Salvatore Borsellino dice che solo votando de Magistris si evita la ‘ndrangheta nelle liste. Al di là della evidente provocazione lei cosa risponde per la parte di campo che la riguarda? Mette anche lei la mano sul fuoco per tutti i nomi in lista?

«Non si può insultare un’intera regione e soprattutto non si possono insulare centinaia di migliaia di calabresi perbene che, legittimamente e in tutta libertà, il prossimo 3 e 4 ottobre voteranno per le liste che sostengono le candidature di Amalia Bruni, di Mario Oliviero, e per quelle che sostengono la mia.

La Calabria non è sinonimo di ‘ndrangheta, e il 99,9% dei calabresi schifa, come noi, il malaffare e la criminalità organizzata. Mi sarei aspettato una presa di distanza da parte del sindaco di Napoli.

Saranno i calabresi a rispondere, tra qualche ora, nelle urne».

Ce lo fornisce un ricordo particolare di Jole Santelli? E perché secondo lei quando è stata candidata c’è stato un pò di “nervosismo”?

«Jole amava in modo viscerale questa terra e aveva cominciato a raccontare al Paese una Calabria diversa. Ho sofferto molto per la sua improvvisa scomparsa e nulla, anche momenti di tensione vissuti negli scorsi anni, potrà cancellare il bel ricordo che per sempre avrò di lei».

Senta Occhiuto lei sta puntando molto sulla dialettica della Calabria migliore da recuperare, da far rientrare, da far conoscere. A lei l’emersione è riuscita, giovane prodigio della politica calabrese e nazionale. Ma si lascia la poltrona di capogruppo alla Camera per governare una terra come questa? E perché?

«Perché voglio fare la storia e cambiare davvero questa Regione. Voglio dimostrare che la Calabria è governabile e guidarla per i prossimi dieci anni per far ripartire una terra dalle immense potenzialità, che chiede solo opportunità e pari dignità. Ero capogruppo, ero nel trampolino di lancio per fare magari il ministro tra qualche anno o comunque per ricoprire importanti ruoli nazionali. Ho scelto la Calabria perché trovo molto più entusiasmante e stimolante la prospettiva di lasciare il segno qui, in una terra che mi ha dato tanto e alla quale voglio restituire almeno una parte di ciò che ho ricevuto».