Si scrive congresso ma si può anche leggere Graziano in Parlamento?

Movimenti di correnti nel Pd. Il commissario forza sull'assise entro l'anno il rischio è però avere nomi nuovi al comando ma metodi vecchi. Senza contare che manca l'ultima tessera del puzzle...

«Avanti, facciamo in fretta». Questo il leitmotiv indicato da Stefano Graziano per il tesseramento al Partito democratico prima e in vista dei congressi dopo.
Tesseramento online, ovviamente. Come si usa di questi tempi. Per procedere al pagamento della tessera occorre munirsi di carta di credito/debito, paypal, bonifico bancario e computer. E per chi non ne ha come disoccupati, analfabeti digitali e con basso reddito? Amen, il Pd è il Pd.  Evidentemente non sono tutti indispensabili. L’importante è fare presto, raggiungere un numero necessario e andare subito al congresso. È palpabile lo stato di ansia dentro il Pd.
Si sussura ci sia stata una spartizione nazionale tra le correnti e che la Calabria sarebbe destinata all’area riformista che fa capo a Lotti/Guerini. Quindi ancora “Roma” e pochi dirigenti a decidere per tutti. Chissà.
Di fatto sembra che tutto sia già scritto. I nomi indicati? Irto, segretario regionale. E per i provinciali? Sempre se si riuscisse a farli, trovando l’equilibrio delle parti, i nomi indicati per le federazioni sembra siano quelli dei consiglieri non eletti, in gran parte. E quindi Tassone su Vibo Valentia, anche se Michele Mirabello, con l’avallo del neo consigliere Mammoliti, sembra ci stia provando a scalzarlo. Aieta su Cosenza; (perché Di Natale ambisce ad altro). Caiazza su Crotone mentre per Reggio Calabria e Catanzaro ancora si naviga a vista.
Bisogna fare presto, però. Entro il 31 di dicembre i congressi, ha sentenziato Stefano Graziano, “romantico” commissario regionale del Partito democratico calabrese che, con fare a tratti dittatoriale, nel suo curriculum registra però due sonore sconfitte nel giro di due anni alla Regione. Eppur sorride. E poi ancora una mancata lista del Pd alle amministrative di Crotone, la città rossa della Calabria, ed una svilente sconfitta alle amministrative di San Giovanni in Fiore che porta il partito al minimo storico con un misero 6%.
Ma congresso deve essere, entro il 31 dicembre anche se il regolamento regionale del Pd dice che entro il 31 dicembre ci dovrebbero essere i tesseramenti ed entro il 31 gennaio i congressi. Stefano Graziano smentisce Stefano Graziano? Sarebbe un po’ troppo.
E l’idea di partito da perseguire, idea di rinnovamento sostanziale? Calma, può anche attendere un pochino. Il nome può essere nuovo l’importante è che il metodo rimanga vecchio. Se indico una giovane donna a segretario provinciale o un giovane uomo a segretario regionale e non lo faccio eleggere con la più larga, eterogenea ed ampia partecipazione al congresso ma con un numero stringato di tessere, giusto e necessario per il raggiungimento dell’obiettivo prefissato da pochi a Roma, si può avere l’ardire di parlare di reale e sostanziale rinnovamento? Chissà.
Attenzione però, adesso manca un pezzo al puzzle. La sistemazione di chi “Roma” ha scelto per i ruoli interni al partito regionale.
Che la fretta e l’ansia di Stefano Graziano non siano dovute a questo ultimo pezzo del puzzle che, per come molti sostengono, blinderebbe una sua candidatura alle politiche? Chissà.
Se fosse come vi stiamo raccontando saremmo testimoni oculari e passivi dell’esplicazione della più vecchia e peggiore politica mai vista…

ossidiana