Premio all’ex commissario dell’Annunziata (dopo la bocciatura del ministero): Sapia interroga il governo

Il deputato chiede lumi ai ministri della Salute e dell'Economia: verificare i fatti ed eventualmente revocare con urgenza il provvedimento

Al Ministro degli della salute e al Ministro dell’economia e delle finanze – premesso che:
dal 2010 la regione Calabria è sottoposta a commissariamento per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario;
nell’interrogazione a risposta scritta n. 4-06052 del 17 giugno 2020, ancora in attesa di risposta, l’odierno interrogante prospettava, in base a notizie stampa, un ritardo, da parte del commissario governativo ad acta, circa la valutazione, prevista dalla legge, dell’allora commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera di Cosenza, Giuseppina Panizzoli, e la mancata approvazione, nei termini prefissati, dell’atto aziendale della medesima, per come riportato dal consigliere regionale della Calabria dell’epoca, Carlo Guccione;
nella suddetta interrogazione, si chiedeva, pertanto, quali fossero «gli esiti della prescritta valutazione semestrale dei vertici delle aziende del servizio sanitario regionale della Calabria»;
in un articolo pubblicato in data 23 ottobre u. s. sulla testata on line Il Fatto di Calabria, con riferimento al suddetto incarico ricoperto dalla dottoressa Panizzoli, si legge che la medesima avrebbe incassato «il “premio” da 50mila euro per la performance su segnalazione di Crocco consegnata nelle mani fidate di un funzionario Agenas»;
ivi è riassunto: «Panizzoli si insedia il 10 settembre del 2020, successivamente le vengono assegnati degli obiettivi da raggiungre, concordati e firmati proprio dalla sub commissaria Maria Crocco. Obiettivi di gestione e non di programmazione, come avrebbero dovuto essere invece. Va da sé, che più o meno fatalmente, nessuno degli obiettivi è stato raggiunto»;
nell’articolo in predicato si specifica, in ordine ai predetti obiettivi,
«il mancato completamento del Mariano Santo, che avrebbe consentito di utilizzare i 120 posti letto come ospedale per l’emergenza Covid», insieme al «mancato completamento del Dea, che avrebbe consentito oggi al pronto soccorso di utilizzare i 20 posti letto», nonché «il mancato completamento delle procedure di assunzioni ordinarie con gravi ripercussioni sulla gestione e garanzia assistenziale»;
nello stesso articolo si fa poi riferimento al «mancato utilizzo dei fondi Covid assegnati dalla Regione più le risorse» destinate alla «copertura del turn over», come alla «restituzione delle risorse assegnate (12 milioni) da parte del ministero per investimenti in edilizia e tecnologie», al «crollo dei Lea e delle prestazioni ambulatoriali e ospedaliere», all’«aumento della migrazione sanitaria verso strutture del Nord» e al «Piano emergenza Covid (Dca 91/2020) mai attivato»;
ancora, nell’articolo, a proposito della direzione aziendale da parte della dottoressa Panizzoli, si cita un’ispezione ministeriale nell’ospedale di Cosenza, a seguito della quale vengono rilevate, secondo quanto ha riportato la stessa fonte giornalistica, «gravi “inadeguatezze gestionali della governance aziendale”»;
nell’articolo si riporta, poi, che la valutazione della suddetta dirigente «è stata effettuata, su disposizioni di Maria Crocco, da un funzionario Agenas, ovviamente saltando a piè pari il dipartimento della Regione che sulla carta è l’unico soggetto abilitato a disporre valutazioni»;
ivi si precisa che «è poi la stessa Panizzoli ad (auto)liquidarsi (prima di andarsene) il compenso assieme ai direttori amministrativo e sanitario senza il decreto di riconoscimento e di erogazione da parte del ministero, che ovviamente non sarebbe mai arrivato stante la pesante bocciatura degli ispettori inviati proprio dal governo»;
nell’articolo in parola, a commento si legge: «Misteri di Cosenza, e del Crati. Sulle cui ridenti sponde c’è qualcuno convinto che a cena si può disporre di tutto e di più. Anche “premi” per obiettivi non raggiunti?» –:
di quali informazioni dispongano al riguardo;
se con urgenza non intendano assumere specifiche iniziative di competenza al fine di verificare i fatti e, all’occorrenza, la legittimità del riferito “premio” ricevuto dalla dottoressa Panizzoli e, ove non fondata, se per il tramite del commissario ad acta non intendano annullarlo in quanto in contrasto con il Piano di rientro dal disavanzo sanitario.