Palazzo dei Bruzi, il “secondo tempo” delle Regionali…

Franz Caruso completa la rimonta scalando più o meno 5mila voti all'avversario tra il primo e il secondo turno. Ma lacrime i consiglieri regionali di centrodestra non ne versano e non ne versano neppure gli Occhiuto.   Guccione: il centrosinistra unito vince, avremmo potuto farlo anche per la Cittadella. «Ha vinto la scienza della politica e dell'offerta politica» commenta invece Nicola Adamo. «I cittadini hanno premiato le proposte di buon governo sia per la Regione che a Cosenza...»

Più o meno 5mila voti in meno di Francesco Caruso al primo turno. Più o meno 5mila voti in più di Francesco Caruso al secondo e decisivo turno di spareggio. In colonna e a matita (perché sono cifre approssimate) fanno 5mila voti che si sono spostati da una parte all’altra o che invece non si sono spostati affatto se si conta un’astensione di quasi 5mila cosentini aventi diritto al voto.
Il dato nudo e crudo delle schede di Cosenza in un dolcissimo pomeriggio di metà ottobre (stiamo parlando di meteo) è questo e tocca poi agli analisti dei seggi, dei quartieri e dei retaggi nelle urne il resto del corollario. Con un suggerimento che ci sentiamo di concedere, Franz Caruso vince praticamente in tutte le sezioni della città, fatta eccezione per un paio a Donnici. Vince anche in centro, nel “salotto”, che sulla carta (ma molto sulla carta) doveva premiare l’offerta di continuità del modello Occhiuto per tramite di Francesco Caruso. E qui sta il primo incrocio del pomeriggio meteodolce di metà ottobre.

È passato il segnale che anche con Francesco Caruso il “modello Occhiuto” sarebbe proseguito o invece proprio per questo il figlio dello storico deputato dell’Msi Roberto ha sonoramente perso? Alla breve, Caruso del lato destro della scheda ha mai potuto godere di una sua identità? È lui stesso dai microfoni di Ten ad autopromulgare il dubbio, «in effetti sono stato candidato tardi, la città non mi ha potuto conoscere bene».
Referendum pro o contro Mario Occhiuto, allora. Si mostra più credibile questa come lettura e del resto è lo stesso sindaco Franz Caruso a non farne mistero (sempre in tv). «Ha vinto Cosenza, la libertà di Cosenza che è democratica e che si è ribellata dall’oppressione». Non certo di Francesco Caruso, viene appresso come considerazione.
Carlo Guccione è emozionato e dal verbo traballante, molto più che nella trionfale cavalcata delle Regionali del 2014. «Perché è una vittoria bellissima, importantissima e clamorosa. Se il centrosinistra è unito vince, questo è il segnale. Avremmo potuto farlo anche per la Regione…».
Quando il microfono passa dalle parti di Nicola Adamo (sempre su Ten) le immagini a stento trattengono le frasi. «Un sindaco socialista dopo Iacino e Giacomo Mancini. Due grandi sindaci e questo sarà il terzo. Nuovamente un sindaco socialista a Cosenza, non so se è chiaro che è successo e la portata di quello che è successo. Ha vinto la scienza della politica contro i populismi e i qualinquismi». Fin qui l’orgoglio dell’analisi e l’analisi che si fa orgogliosa ma poi ecco la “bomba”. «Ha vinto la serietà dell’offerta politica, la prospettiva di buon governo. Sia alla Regione con Roberto Occhiuto che oggi a Cosenza con Franz Caruso».
Boom. Il rumore ci sta tutto. Sottotitoli per i più maligni, che lungo il Crati non mancano mai, si contano e si rincorrono. Vagano nell’etere tra il «tranquilli, non faremo prigionieri» al più perfido «la vittoria di Roberto ci stava e ci sta ma anche Cosenza era troppo, pure per lui…».
Fausto Orsomarso si fa rintracciare dal video su corso Mazzini, leggermente affannato. Analisi non di pancia la sua. Lucida, non appesantisce ma non alleggerisce per niente il significato di queste urne. Lacrime non ne versa, sia ben chiaro. Così come non ne versano gli altri consiglieri regionali della città che peraltro non si vedono nemmeno nell’atrio della sconfitta (ammesso che si siano visti prima). «Se fossi in Roberto Occhiuto che insegnamento dovrei trarne da questo turno di ballottaggio? Non ne ha bisogno e comunque non saprei. Lo sa già che un conto è il voto per la Regione e un altro il voto di una città. Non è certo il caso di fare drammi. È un ottimo insegnamento per tutti invece perché significa che bisogna sempre ascoltare la gente e i territori».
Ari boom. Il cielo è ancora azzurrissimo quando il nuovo sindaco fa quattro passi con il vecchio su corso Mazzini. «Congratulazioni a Franz Caruso, nuovo sindaco della città di Cosenza – posta su facebook Mario Occhiuto -. Auguro di cuore a Franz di svolgere al meglio il suo ruolo di sindaco e alla città auguro un futuro radioso e bellissimo». «Se ho finito con la politica? Ora non me lo chiedo proprio – aggiunge nei paraggi degli stessi minuti sempre dalle stesse telecamere -. Credo proprio di sì, ora mi posso dedicare alle mie attività. L’importante è che si lavori, chiunque, per il bene di Cosenza». Già, l’importante è questo. E il sindaco che lascia si sente tranquillo in questo senso. Le mani del “nuovo” non promettono male…

I.T.