Occhiuto orientato ad azzerare tutta la giunta uscente…

Il presidente della Regione difficilmente terrà conto degli equilibri di vecchie urne, quelle del 2020. La partita di adesso è tutta un'altra partita...

Un azzeramento pressocché totale, complesso e completo. Una partita tutta nuova, da riscrivere con regole nuove e senza dover tenere conto delle vecchie urne del 2020.
Il tutto, ovviamente, senza che questa operazione passi minimamente dall’anticamera della “punizione”, della bocciatura, peggio ancora della epurazione. Amici, compagni e vincenti come e più di prima ma palla al centro e si ricomincia daccapo. C’è un’altra storia da scrivere.
Sarebbe questo l’orientamento (corroborato dalla forte tentazione) di Roberto Occhiuto che dovrebbe completarsi poi non solo con l’azzeramento di tutta la vecchia giunta ma anche con la non riconferma di nessuno degli assessori uscenti a prescindere dalla delega e dal dipartimento in “uscita”. A cominciare, manco a dirlo, proprio da Nino Spirlì (futuribile vicepresidente in pectore) e questo nonostante la Lega il suo bottino di consiglieri lo abbia portato all’incasso esattamente alla pari di quanto fatto da Fratelli d’Italia (4 a testa) grazie alla “miracolosa” performance di Simona Loizzo, capace su Cosenza di alzare l’asticella che poi è valsa l’ingresso di altri due consiglieri del Carroccio in altre circoscrizioni.
Un azzeramento, e poi una probabile e stratificata non riconferma per tutti, che pare l’unica strada politicamente e tecnicamente percorribile per Roberto Occhiuto. Che ha sempre detto di volersi giocare la partita della vita in questa stagione di governo della Cittadella. Una partita così delicata e in una fase così cruciale che difficilmente può iniziare con il presidente tirato dalla “giacchetta” un giorno sì e l’altro pure. Del resto non sono poche le ambizioni e le aspettative di partiti e consiglieri sparsi in giro anche in considerazione della rappresentanza territoriale.
L’ultima delle griffe a configurarsi (da sola) un ingresso in giunta è quella guidata da Gaetano Quagliariello, “Coraggio Italia”. Ma che vale come può valere l’Udc di Graziano o quanto lo “smarcamento” tecnico di Sergio Abramo, pronto in postazione virtuale. Questo senza tenere conto del peso di Lega e Fratelli d’Italia così come quello delle espressioni tipiche territoriali, convinte di dover rappresentare una istanza. Schemi questi che in ogni caso Roberto Occhiuto potrebbe avvertire come “palla al piede” rispetto all’accelerata che ha in mente di imprimere sin da subito alla sua azione amministrativa. Che potrebbe essere anche in parte tecnica e politica insieme, certamente con configurazioni di competenza specifica dal momento che la sfida che si inquadra non è delle più semplici. Tutto in ogni caso fuorché “bocciatura” della politica e del consenso dei consiglieri, questo il senso dell’operazione. Una giunta forte bilanciata da un consiglio altrettanto forte e autorevole. E lo start con il piede giusto, che da che mondo è mondo vale da solo metà legislatura…

I.T.