Conte: ai ballottaggi mai con la destra

L'ex premier: non ci saranno apparentamenti, ma solo valutazioni. Da Cosenza l'inquietante denuncia di Franz Caruso: scartate 1.000 schede col mio nominativo

«Gli apparentamenti sono da escludere. Gli elettori non sono pacchi postali e non vogliamo dire “votate tizio o caio” al ballottaggio. Ma non c’è all’orizzonte nessuna possibilità di potere collaborare con un’eventuale giunta di centrodestra perché ha una proposta politica inadeguata. Per i ballottaggi faremo valutazioni, ma nessun apparentamento, assessori o richieste varie».
Giuseppe Conte usa il “megafono” di un piccolo centro del Catanese per pontificare urbi et orbi (Ramacca). Della serie, a suocera perché tutte le nuore sparse per il Paese intendano. Inutile contorcersi l’anfiteatro del cervello, questo il messaggio del leader pentastellato. Non ci saranno nei ballottaggi firme dal notaio per entrate organiche nelle alleanze, «gli elettori non sono pacchi postali». Solo valutazioni caso per caso anche se un dato è certo, secondo Conte, «non c’è nessuna possibilità di poter collaborare con un’eventuale giunta di centrodestra». Che poi tradotto significa, sempre urbi et orbi alle varie “parrocchie” grilline sparse in giro. Niente apparentamenti ma valutazioni che posono portare solo dopo, in caso di vittoria, ad una collaborazione in giunta ma mai con una giunta di centrodestra. Agli amanti dell’esegesi la parte mancante del piccolo rebus linguistico: se collaboreremo con qualche governo comunale sarà solo con il centrosinistra.
Poteva essere più chiaro, Giuseppe Conte. Ma persino ancora più criptico anche perché il messaggio di fondo poi passa lo stesso. Se volete statevene in disparte, pentastellati con affaccio sui ballottaggi, accomodatevi pure. Ma se sperate di “acchiappare” qualcosa post voto potete farlo solo con il centrosinistra.
Ansie, e pretattiche lessicali, tipiche di un prepartita in vista dei ballottaggi che ogni giorno farà conoscere un giorno nuovo in termini di adrenalina. A Cosenza, del resto, le danze sopra e sotto il tavolo sono belle che aperte, semmai si sono chiuse. Ed è toccato a Franz Caruso, tra conferenza stampa e margine più o meno esoterico, mollare il colpo del giorno. Almeno 1.000 voti, questa la sua denuncia, gli sarebbero stati sottratti attraverso un accantonamento delle schede. «Nello spoglio dei voti – ha affermato – abbiamo registrato enormi anomalie. Non si era mai verificato che i risultati elettorali con le preferenze sulle liste venissero affisse dopo ore e ore dallo scrutinio. È un’anomalia che ha provocato sicuramente qualche distorsione. Ci sono candidati al consiglio comunale che sicuramente chiederanno una verifica dei voti. So che almeno 1.000 schede sul mio nominativo sono state accantonate e sono state scartate. Non ho interesse ad avere i mille voti in più o in meno. Ho interesse a vincere per governare bene in modo completamente diverso questa città. Sono in netta discontinuità voglio portare la legalità e la trasparenza all’interno del Comune». E siamo solo a 8 giorni dallo spareggio che vale molto più di un municipio…

I.T.