“Calabria terra dei padri” (e degli euro): affidamento diretto di Fincalabra per 133mila euro

Beneficiaria una società di Roma (Fluendo srl). Il progetto presentato a maggio da Orsomarso e Spirlì con la presenza del super manager Lucio Presta. A metà settembre l'assegnazione dell'appalto

La Calabria è “terra dei padri”. E chi può dire il contrario, del resto. Poi negli anni qualcuno c’ha pure giocato di sopra e dalle parole in diminutio si è passati ai fatti (è anche terra di “padrini”, se è per questo) ma tutto si può dire tranne che non sia, in ogni caso, “terra dei padri”. Chiunque nell’albero genealogico familiare ha qualcuno che se n’è andato fuori e che ha messo radici. Dimenticando le ricchezze conterranee che sono per lo più esoteriche alla progenie. Da qui il progetto della Regione presentato in bella mostra più o meno a fine maggio. Progetto però che solo a metà settembre e precisamente il 14 (a 20 giorni dal voto, giusto per annotazione storiografica) rintraccia il suo epilogo.
Affidamento diretto di Fincalabra per 133mila euro più Iva alla società “Fluendo srl” con sede a Roma. La procedura è più o meno sempre la stessa, ce ne siamo già occupati. “Affidamento diretto preceduto da valutazione comparativa di preventivi”. Criterio di aggiudicazione il “minor prezzo”. Tre gli offerenti, prevale come detto “Fluendo srl” di Roma. La durata dell’appalto è di 6 mesi e ha come oggetto “servizi promo-comunicazione”. Una procedura quindi cosiddetta “negoziata” che per generare (secondo il nuovo codice degli appalti pubblici) l’aggiudicazione diretta deve rientrare in uno dei casi che certamente non sarà sfuggito alla stazione appaltante.
E cioè a dire nei «casi di procedura aperta o ristretta andata “deserta”, quando cioè non sia stata presentata nessuna offerta o candidatura oppure nessuna offerta si sia rilevata appropriata».
Oppure «quando, per ragioni di natura tecnica o artistica oppure attinenti alla tutela dei diritti esclusivi, l’appalto possa essere affidato unicamente a un operatore economico determinato». Oppure ancora «quando per l’estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili non imputabili alla stazione appaltante, non è compatibile con i termini imposti dalle pocedure aperte, ristrette, o negoziate previa pubblicazione di un bando di gara».
A rileggere in esegesi ognuno di questi casi non v’è dubbio che la procedura “snella” e generante l’affidamento diretto (133mila euro più Iva) deve aver tratto origini per forza da una giusta causa. Tutto, fuorché l’urgenza che è difficile da rintracciare.
Il progetto, come detto, è stato presentato a fine maggio.
«Un progetto identitario, che recupera al meglio le nostre tradizioni. Lo avevamo pensato insieme alla presidente Santelli e messo a punto con una delibera dell’agosto 2020. Quando Jole lesse il provvedimento, non trattenne il suo entusiasmo perché in “Terra dei padri” c’è la nostra anima». Queste le parole emozionate dell’assessore regionale al Turismo, Fausto Orsomarso, nel corso della presentazione del progetto “Calabria terra dei padri 2023”.
In conferenza stampa anche Nino Spirlì e il project manager Lucio Presta. Presenti anche gli assessori Catalfamo, De Caprio e Gallo.
“Terra dei Padri” «per valorizzare l’immagine della Calabria all’estero; azioni dirette alle imprese per la promozione internazionale dei propri prodotti e servizi, tramite la realizzazione di un portale dedicato, in cui potranno essere rappresentati e promossi tutti i soggetti aderenti al progetto a seguito dello scouting effettuato».
«Questa Calabria dove si parlano ancora cinque lingue – ha aggiunto Orsomarso – è ricchissima di tradizioni. E noi siamo pronti a presentare la sua unicità e il suo spessore anche a Dubai. Intanto, proiettiamo “Terra dei padri” fino al 2023, quando ci sarà il Giubileo dei calabresi. Questo è un people project con cui vogliamo raggiungere i calabresi, ovunque essi siano».
Ma tocca a Lucio Presta aggiungere il “suo”, la sua consueta e riconosciuta originalità. Perché dove c’è un padre, c’è soprattutto una madre…
«Ho aderito con entusiasmo alla richiesta di contributo fatta dalla Regione e sono qui – ha affermato Presta – per portare la testimonianza di tanti calabresi illustri presenti nel mondo, che non conoscono le bellezze e lo splendore della nostra Calabria. Chiederò a Fausto Orsomarso e al presidente Spirlì di aggiungere una postilla al progetto, chiamandolo anche “Terra delle madri”, per la grande forza che esprimono le donne calabresi».
E come dargli torto, del resto. Non s’è trovata traccia di riscontro alla richiesta di Lucio Presta. Non compare la postilla “anche Terra delle madri”. Solo questo manca. Per il resto c’è tutto. Ma proprio tutto…

I.T.