Meloni si gioca il sorpasso (e il comando)

La leader nazionale di Fratelli d'Italia a Catanzaro esalta la compattezza del centrodestra ma non si sottrae alla domanda sul ticket Occhiuto-Spirlì, «prima andiamo al voto, poi se ne parla, certe cose non si decidono prima»

Punta il sorpasso Giorgia Meloni, e di conseguenza il comando delle operazioni anche in Calabria. E non dà nulla, ma proprio nulla, per scontato. In ogni senso, perché c’è dello sterile secondo lei nel discutere sulla spartizione di una vittoria annunciata, quella di Roberto Occhiuto («le battaglie elettorali vanno combttute»). E c’è dello spregiudicato nell’assegnare addirittura preventivamente delle poltrone, come la vicepresidenza in dote a Spirlì in virtù di un ticket extraelettorale («penso che queste cose si decidano all’indomani del voto. Penso che parlare di presunte divisioni dei ruoli senza tenere conto del voto dei cittadini sia una mancanza di rispetto nei loro confronti»).

Idee chiare per Giorgia Meloni che a Catanzaro non delude i suoi mentre a Cosenza riunisce i candidati senza alcun incontro con la stampa, non era previsto del resto. E punzecchiata sul tema della vittoria già in cassaforte per il centrodestra e solo da spartire la sua la dice, eccome se la dice…«Siamo una coalizione che ha sempre trovato queste soluzioni ma io ad esempio non rivendico niente prima del voto. Il palazzo appartiene ai cittadini». Anche perché «le battaglie elettorali vanno combattute. Non mi piace fare pronostici. Qui si è fatto un bel lavoro. Vedo gli avversari molto in difficoltà, e non solo qui. Noi parliamo sempre delle divisione del centrodestra, ma nel centrosinistra vediamo due o tre candidati, gente che non viene ricandidata che si candida da sola. Situazioni che vanno molto oltre discussioni dentro una coalizione».

Sente aria di leadership nel centrodestra anche in Calabria, Giorgia Meloni. E fa poco, praticamente nulla, per considerare come scontati alcuni passaggi. Il primo e più esponibile fra tutti, ovviamente, la vicepresidenza in quota Lega.

Del resto qualche giorno fa è stato direttamente Roberto Occhiuto, nel corso di un confronto in tv, a disegnare la posta in gioco in termini politici per il centrodestra. «Complessivamente ritengo che queste amministrative – ha detto Occhiuto – siano destinate a ridisegnare un po’ gli equilibri all’interno della coalizione di centrodestra». Improbabile che si riferisse a Forza Italia, non si gioca la leadership che da un pezzo non ha. Più verosimile che ritenga essenziale, anche su scala nazionale, assistere senza preclusioni al derby tutto a destra tra Lega e Fdi con il partito di Giorgia Meloni fiutato con il vento in poppa da tutti i big della materia sondaggistica. Da qui, e figurarsi se Meloni poteva sottrarsi, il freno a mano alzato rispetto a qualsiasi composizione di giunta disegnata a tavolino, senza le urne e senza il consenso. Del resto anche dentro Forza Italia più d’uno è convinto di entrare in Cittadella quando proprio al decimo piano questo convincimento trova il suo punto più debole…

I.T.