«Longo sta “liquidando” la Calabria…»

Il presidente di Confindustria sanità Cosenza, Giancarlo Greco, a muso duro contro il commissario. «I Lea peggiorano e lui incrementa l'emigrazione sanitaria in direzione della “sua” Sicilia...»

«Il termine preciso che mi viene in mente è troppo brutto, evocativo di anni neri. Lasciamo stare. Facciamo così, diciamo che Longo sta letteralmente “liquidando” la Calabria, questo si può dire. A tutti gli effetti un soggetto liquidatore in istanza prefallimentare. Con qualche aggravante a vantaggio della “sua” Sicilia…》. Non fa sconti e non va per il sottile Giancarlo Greco, presidente di Confindustria sanità Cosenza. Nel mirino la gestione complessiva della sanità calabrese ma non solo, poca clemenza anche nei confronti di una rappresentanza politica in ansia da prestazione per la campagna elettorale «con poche idee dentro e molti, troppi riciclati a uso trasversale. Sono tutti lì, pronti e proni, a chiedere fiducia e voti. Più o meno tutti uguali, anche se eccezioni ve ne sono. Ma la gran parte di loro cosa ha combinato fin qui? Qualcuno ha notizia di un miglioramento degli indici calabresi?». Ma è sulla sanità che Giancarlo Greco intravede “l’arcipelago” del complessivo e trasversale fallimento. «Totale fallimento. Guardi i Lea, i livelli essenziali di assistenza. Il “termometro” della civiltà di una regione. Sono peggiorati, nettamente. Longo sulla carta è qui per migliorare proprio questo indice e il risultato invece è un deterioramento della già difficile situazione. E per tutta risposta lui che fa? Indovinate quali strategie mette in campo Longo per migliorare la qualità dell’assistenza in Calabria? Taglia del 40% le prestazioni oculistiche nella sola provincia di Cosenza, una sforbiciata enorme andata a segno grazie alla compiacenza del commissario Asp di Cosenza, La Regina. Porta la firma di quest’ultimo, infatti, la riduzione dei budget che poi significa in soldoni meno prestazioni per i cittadini, non a caso costretti a “migrare”. Interi traghetti con cataratte di Calabria che anziché essere operate in casa vengono eseguite in trasferta, guarda caso nella Sicilia del commissario Longo. Tra Messina e Catania per la precisione. Tutto “grazie” al taglio del commissario Longo e alla firma del commissario Asp di Cosenza. Un gran bel lavoro, non c’è che dire. Ovviamente non nell’interesse dei calabresi…». Come se ci fosse una oscura e sottile strategia, a leggere in controluce le sue parole…«Né sottile e né oscura. È grossolana e chiarissima la faccenda invece. Condurre i calabresi fuori regione per curarsi resta il più imponente dei business, parliamo di 300 milioni all’anno senza contare gli indotti. Secondo lei questa è una cifra marginale? Oppure i vari commissari che arrivano non debbono tenere conto di questa centrale unica di affari al di sopra degli interessi dei calabresi? Guardi i livelli di occupazione in Calabria, a tutti sostanzialmente fa comodo tenerla disoccupata questa terra. Anche i tagli delle prestazioni sanitarie vanno in questa direzione. È di oggi la notizia che la Calabria è ultima in Italia per livelli occupazionali. E per forza. Secondo lei tagliando per esempio il 40% delle prestazioni oculistiche nella sola provincia di Cosenza si incentivano le aziende convenzionate ad assumere e comunque consolidare il personale o non piuttosto a battere ritirata? La risposta è nella domanda. E guardi che la sanità da sola genera quasi la metà di tutti gli occupati calabresi. Sanità che però è costantemente malridotta e mandata in “liquidazione” dal commissario». Più scuro della mezzanotte allora? «Guardi la questione è molto ma molto seria. Complessivamente seria. Longo deve dirci a questo punto se preferisce che chiudano le imprese, anche quelle convenzionate con il servizio pubblico e che agiscono nell’esclusivo interesse dei calabresi. Anche la politica deve rispondere di questo. È gravissimo, inquietante che si incentivi la migrazione sanitaria con il taglio delle prestazioni mandando in affanno cittadini e aziende. Gli imprenditori, spesso veri e propri eroi, non possono sempre pagare il prezzo più alto».

I.T.