La grande battaglia dentro e tra le liste, nel Cosentino le sfide più accese

Circoscrizione Nord in ebollizione non tanto per l'esito ma per il piazzamento dei singoli candidati. Sono 11 in tutto (ma se va bene anche 12) i posti a disposizione, tra maggioranza e minoranza. Nel centrosinistra è vera intifana nel listone Pd, il resto è incognita quorum. Nel centrodestra alcuni punti fermi, sulla carta, ci sono già: da Gianluca Gallo, a Simona Loizzo a Piercarlo Chiappetta

È la provincia più grande non a caso. Per non dire quella più complessa. Da sempre, anche, la più perversa con intrighi e giochi di prestigio e sotto il tavolo. Spesso a pochi giorni se non a poche ora dal voto.
Benvenuti nella Circorizione Nord, quella che si perimetra da sola nella provincia di Cosenza che poi significa, giusto per fornire plastica ampiezza geografica ed etnica, che votano per gli stessi consiglieri da Campora San Giovanni a Praia a Mare così come da Rocca Imperiale a Cariati passando per Laino Borgo, Camigliatello, il Savuto. Una “regione” nella regione che elegge ben 11 consiglieri regionali che però spesso e volentieri diventano 12 se nel complesso calcolo del premio di maggioranza ne “cadono” proprio qui 2 dei 6 su scala regionale, le liste che hanno totalizzato più consensi. Una battaglia nella battaglia e anche se in pochi lo ammettono e lo possono ammettere, soprattutto dopo i bagni di folla (gli unici, a destra come a manca) che hanno circondato Giuseppe Conte, di questa strana competizione si conosce già il più che probabile scenario. Quantomeno ognuno in cuor suo sa già chi sarà il presidente e quindi la relativa spartizione dei seggi. Ne andranno 4 alla minoranza, in provincia di Cosenza. E 5 (ma possono essere anche 6 o 7, dipende dal “premio” su base regionale) alla maggioranza. E senza disvelare quello che nessuno dice, né può dire nemmeno a se stesso, partiamo proprio da chi dovrebbe spartirsi i 4 seggi di minoranza.

È letteralmente una incognita, a leggere i nomi, il raggiungimento del quorum (lo ricordiamo, il 4% in coalizione) per quanto riguarda il Movimento Cinquestelle. Improbabile sondare gli umori e dar conto della “strada” per quello che resta a tutti gli effetti un voto di opinione. Molto più forte il brand dei suoi rappresentanti in lista per cui se dovesse farcela a raggiungere il 4% non è allo stato proponibile un pronostico sul consigliere “fortunato” che entrerebbe a Palazzo Campanella dalla circoscrizione Nord. Discorso più o meno simile per quanto concerne la lista di Carlo Tansi se non che è proprio lui l’indiscusso eventuale beneficiario del seggio se dovesse, appunto, superare il quorum. Ci sono altri nomi conosciuti ma razionalmente servono a trainare l’unico ingresso possibile che è appunto quello del “capo”. Europa Verde, Partito Animalista e persino Partito Socialista (che però un po’ di griffe se la gioca) dovrebbero restare tranquillamente fuori e quindi sotto il 4% mentre tutto il resto della partita si gioca tra la lista di Amalia Bruni presidente (molto ma molto debole, sulla carta, con grandi difficoltà a raggiungere il quorum se non appunto come voto di opinione attorno al presidente), quelle di de Magistris, quella di Oliverio e il listone del Pd.

De Magistris ha 6 liste e nessun problema di quorum, sulla carta. Un consigliere regionale in provincia di Cosenza dovrebbe essere scontato anche se i più ottimisti puntano alla doppietta. Nomi forti non ne mancano.

La sfida dovrebbe essere tra Anna Falcone, Sergio Aquino, Ferdinando Laghi, Piero Tarasi e soprattutto Mimmo Talarico. Un incrocio niente male.

Dalle parti di Oliverio la sfida è tutta attorno al superamento del quorum dell’8%. Alcuni sondaggi autorevoli promettono bene, poi saranno le urne a disvelare la verità. Corigliano, Belcastro, Caligiuri: il derby per la circoscrizione Nord è tutto qui.

C’è poi il listone, o super lista, del Pd. Che poi risponde al progetto vero di Letta, Boccia e di riflesso (ma molto di riflesso, di Graziano): svuotare tutto il circondario per arrivare come prima lista. Si parte dal calcolo peggiore, un consigliere in provincia di Cosenza. A quello più euforico, 3 consiglieri. A quello più intermedio, razionale: 2 consiglieri. Ed è battaglia vera. In campo il capogruppo in consiglio Mimmo Bevacqua, non lo vedi e non lo senti ma chi ama frequentare ambienti ricettivi lo considera in quota. C’è Franco Iacucci, presidente della Provincia che si gioca (anche) l’assenza in pista di Guccione e (solo sulla carta) l’area urbana di Cosenza. E poi Giuseppe Aieta e Graziano Di Natale, diversamente “atleti” del consenso dallo Tirreno allo Jonio passando per l’entroterra. C’è tutto, ma proprio tutto, in questa sfida. Passato, presente, futuro. Del pd e quindi del centrosinistra. Equilibri che verranno e persino il congresso. Un incrocio decisivo.

Senza chiamarla per forza maggioranza “preventiva” diciamo che potrebbe toccare al centrodestra nella provincia di Cosenza beccarsi come minimo 5 ma anche 6 se non 7 consiglieri regionali.

Tre nomi forti e abbastanza dati per certi circolano già. Si tratta di Gianluca Gallo, Forza Italia. Simona Loizzo per la Lega. E Piercarlo Chiappetta per Forza Azzurri. Ma come non tenere conto di Pierluigi Caputo, nella stessa lista di Chiappetta. Dell’Udc che con il derby tra Graziano, Caracciolo e Novelli si gioca il quorum facile ma con un probabile posto solo. Fausto Orsomarso, Luciana De Francesco, Sabrina Mannarino e Loredana Pastore per un altro super derby dentro Fratelli d’Italia che punta a 2 consiglieri. E poi c’è alta tensione per un altro seggio che nella Lega è nel mirino di Pietro Molinaro ma anche di Leo Battaglia e in Forza Italia nel mirino di Katya Gentile, Antonio De Caprio e Pasqualina Straface.

Non male per la partita nella partita. A destra come a manca. Il “cuore” delle Regionali, da sempre, è qui. Nella provincia più grande e più perversa…

I.T.