《Sediamoci intorno ad un tavolo per l’unità del centrosinistra》

Mario Oliverio si rivolge a Bruni e de Magistris

𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗖𝗮𝗹𝗮𝗯𝗿𝗶𝗮
A chi, come Amalia Bruni, sostiene che l’unico obiettivo per i progressisti calabresi debba essere quello di rimettere in piedi la Calabria,  rispondiamo, senza se e senza ma, che questo dovrebbe essere per ciascuno di noi, tutti, nessuno escluso, la priorità delle priorità.
A questo proposito mi preme ricordare come, da sempre, questo sia stato l’assillo, che ha rappresentato l’anima di tutte le mie dichiarazioni,  assieme al carattere inclusivo, democratico e pluralistico su cui doveva, e comunque dovrà,  poggiare l’unità del centrosinistra.  La candidatura a Presidente doveva essere espressa ricorrendo alle elezioni Primarie, come fortemente e inascoltatamente richiesto da più voci. Sottolineo, infine, come la mia decisione di scendere in campo e quindi  affrontare, congiuntamente ad una vasta area del centrosinistra che condivide con me questa scelta, da protagonisti la competizione elettorale, è arrivata buon’ultima e distante nel tempo rispetto alle altre, dopo aver verificato che le mie parole rimanevano non solo senza risposta, ma addirittura senza interlocuzione.
De Magistris affida la sua risposta ad una replica in cui sostiene che non basta evitare la polverizzazione delle candidature ma occorre dare un carattere effettivamente alternativo al progetto progressista anche facendolo sostenere da persone credibili.
Ora, malgrado tutto, voglio prendere positivamente ed estremamente sul serio le affermazioni di Amalia Bruni e di Luigi De Magistris. Per quanto mi riguarda sono pronto a ritirare la mia candidatura e sedermi attorno ad un tavolo con la Bruni e De Magistris, se loro faranno altrettanto, ricercando poi la candidatura capace di unire su basi pluralistiche e democratiche le diverse anime del centrosinistra e per mettere a disposizione ogni energia e progettualità per definire una strategia vincente rispetto al centrodestra.
Il tutto nello spazio di pochissimi giorni, in maniera da non concedere margini a furbizie o a tornaconti strumentali. In merito alle candidature, anche queste non vanno affidate all’arbitrio di nessuno ma ad un codice etico oggettivo, poggiante su regole e leggi applicabili in ogni stato di diritto, rifugendo da fondamentalismi fuorvianti e liberticidi.

Mario Oliverio