La vicenda Rai rischia di far saltare il banco del centrodestra

Fdi fuori dal Cda dell'azienda di Stato, Meloni diserta la presentazione del candidato sindaco di Milano. Wanda Ferro: io donna di partito, quello che vuole Giorgia faremo, anche in Calabria...

Giorgia Meloni lascia la sedia vuota in sede di presentazione della candidatura a sindaco di Milano. Talmente vuota che quando Licia Ronzulli prova ad occuparla con “altri” s’incazza Ignazio La Russa, «non me ne fotte un cazzo». Peggio va con Daniela Santanché. «La coalizione del centrodestra per noi è importante, ma ogni tanto vedo che non è importante per tutti». E poi a margine, rispondendo alle domande dei giornalisti: «Fatevi delle domande e datevi delle risposte».
Giorno di fuoco per il centrodestra su scala nazionale. Giorgia Meloni (costantemente in crescita nei sondaggo ovunque) è fuori come Fdi dal Cda della Rai, la cosiddetta quota di minoranza. Ci sono tutti, manca solo il suo partito. Ma la “colpa”, come è del tutto evidente, è di Forza Italia e Lega che non hanno sacrificato qualche poltrona delle loro per far accomodare la “Fiamma”. E così si scatena l’inferno con la “prima” del voto amministrativo più importante, le Comunali di Milano, con Meloni che lascia la sedia vuota e che la pretende, vuota. Della serie, per “stare insieme serve sempre un perché”.
Ora è del tutto evidente che la vicenda del Cda Rai rischia di non diventare mai “lana caprina”. È roba seria e roba che pesa, molto di più di tante candidature sparse in giro. Tant’è che Wanda Ferro, alfiera di Meloni e “sacrificata” in Calabria sull’altare del centrodestra per far spazio a Roberto Occhiuto, prende subito carta e penna e sottolinea la “cosa”…
«Io sono sempre pronta per quello che mi chiede il mio partito – dice Ferro all’AdnKronos – non ho mai nascosto l’ambizione di essere candidata della coalizione, ma la scelta fatta dalla leader Giorgia Meloni, di riconoscere a Fi la candidatura per il dopo Santelli l’ho compresa e condivisa, perché noi abbiamo sempre puntato su unità e correttezza nel centrodestra». «Noi – sottolinea la parlamentare di Catanzaro – da alleati abbiamo sempre dimostrato massima affidabilità e lealtà, per noi l’unità del centrodestra è la priorità, ma vogliamo lo stesso atteggiamento da parte degli alleati». Poi ammette: «Sono ore frenetiche, noi abbiamo sempre onorato gli impegni, vorremmo andare insieme ovunque, ma potrebbe accadere che il rapporto di fiducia venga meno, allora, a quel punto si potrebbero cambiare le scelte fatte. In ogni caso – conclude – la nostra leader Giorgia Meloni sa interpretare il sentimento di un elettorato che da noi si aspetta coerenza. I sondaggi dicono che non siamo Cenerentola, e noi non vogliamo essere trattati come Cenerentola».
Parole in controluce ma di fuoco che rischiano di mettere in crisi la cavalcata di Roberto Occhiuto. Tanto più che lo stesso inserimento del controllo Antimafia nelle liste è sì stato voluto da Roberto Occhiuto nel decreto “Sostegni bis” ma in precenza, la stessa Ferro che è componente la commissione, ha provato ad inserirlo nel decreto elezioni un paio di mesi fa salvo vederselo bocciato da tutti. Ovviamente anche da Lega e Forza Italia…

I.T.