Non è vero che Ventura ha detto di essere né di destra né di sinistra», ma la chat delle donne Pd dice ben altro…

La portavoce della Conferenza regionale delle democratiche, Teresa Esposito, smentisce la ricostruzione de “il Fatto di Calabria”, «destituita di fondamento». Ma il gruppo social delle dem è denso di interventi che invece confermano e rilanciano quanto pubblicato. Ecco alcuni messaggi...

«Gentile direttore,
in merito all’articolo pubblicato sul suo giornale dal titolo «Io non sono né di destra né di sinistra…» e riferito all’incontro dei giorni scorsi tra la Conferenza delle Democratiche calabresi e Maria Antonietta Ventura, candidata alla presidenza della Regione Calabria per la coalizione di centrosinistra, mi ritrovo a dover smentire per intero le ricostruzioni riportate. Ogni campagna elettorale è fatta di confronti, di scontri e di legittime considerazioni, ma quando straborda nell’imaginifico e si allontana dall’etica della politica e della dialettica costruttiva, diventa un pantano in cui a farne le spese sono solo i calabresi ed il loro diritto di scelta consapevole.

Il tentativo di banalizzare un incontro tanto franco quanto propositivo fa plasticamente emergere il timore di perdere terreno da parte di chi è abituato a intralciare i progetti condivisi a favore di posizioni individualiste. Chi immagina di inquinare la nostra battaglia politica ha sbagliato indirizzo, le Democratiche calabresi non sono disponibili a farsi strumentalizzare da nessuno!

I temi che qualificano la visione riformista, progressista e democratica della nostra organizzazione saranno la bussola che guiderà il nostro sostegno alla candidatura di Maria Antonietta Ventura, su questo ci siamo confrontate e di questo abbiamo discusso, trovando piena condivisione da parte della candidata. Il resto, direttore, non ci interessa e non ci appartiene».

Teresa Esposito,
portavoce della Conferenza regionale delle Democratiche

Fin qui, legittimamente, la precisazione d’ufficio della portavoce delle democratiche Teresa Esposito. E ne comprendiamo, ampiamente, la genesi e anche la necessità perché non facciamo alcuna fatica a immaginare il pressing che avrà subito pur di uscire con una nota dalla “mission” chiarificatrice ma in stile “soviet”. Ci sta. Ci sta un po’ meno invece l’aver associato la nostra ricostruzione a proposito della call tra Ventura e le donne del Pd in un contesto di campagna elettorale. Stentiamo davvero a rintracciare tra i nostri ruoli quello di instaurare duelli elettorali in nome e per conto di chissà quale colore o partito o cordata. Per solito, ma siamo sicuri che la “vera” Teresa Esposito (cioè quella non costretta dall’alto a intervenire in stile “soviet”) sa bene in cuor suo che le notizie sono notizie, senza per forza doverle inquadrare in perimetri elettorali.
Quello che non ci sta del tutto, purtroppo, è l’oggetto del contendere. E cioè le frasi che Ventura avrebbe pronunciato in call e che Esposito smentisce ma che noi reiteriamo con riserva di rilancio. A quanto ci risulta, giusto misurando lo sconcerto delle donne dem in chat a commento, quei concetti da noi pubblicati Ventura li ha pronunciati per davvero nella call («io non sono né di destra né di sinistra», oppure «la mia famiglia è di destra, mio marito un po’ di sinistra…», oppure ancora «terzo settore? E che intendete per terzo settore?»). Non si spiegherebbero diversamente alcuni messaggi dalla chat delle democratiche che integralmente, ma in forma anonima, riportiamo..
«Ci hanno calato un bel pacco… Non riesco a capire il perché ha accettato questa candidatura… forse Boccia è azionista dell’azienda di famiglia?».
«Mettiamola così: il commissario campano, il ministro pugliese, il “quasi” segretario sempre pugliese hanno sdoganato l’imprenditrice di semi-destra pugliese, ma calabrese per scelta. Che serve chiedersi che c’entra in tutto questo il Pd calabrese?».
Sono solo due dei messaggi in chat a commento della call con Ventura che fotografano la delusione e lo sconcerto di alcune iscritte. Ve ne sono anche altri, di messaggi. Ma andando oltre si rischia di non rispettare fino in fondo la smentita “d’ufficio” di Teresa Esposito che oltreché gentile e disponibile è anche poco invidiata in questo momento…

I.T.