Il “rilevato ferroviario” del centrosinistra

Nel “casting” che il Pd sottopone a Conte è il turno ora di Maria Antonietta Ventura, presidente Unicef Calabria ma soprattutto a capo di un'azienda molto quotata nel settore delle forniture a Rfi, le reti ferroviarie italiane. Si affaccia (ma accade ritualmente) anche il nome De Masi che però smentisce, «non mi ha contattato nessuno e in ogni caso non sono disponibile...»

 Il casting va avanti, è inarrestabile. E la notizia non buona è che non ne viene fuori niente per ora. C’è chi giura che il colpo (togato) di teatro è dietro l’angolo, ad effetto. O al maschile o al femminile. Generato in una pizzeria galeotta di Napoli (tra le più storiche) con Conte naturalmente capotavola. Qualcosa in grado di far fare un passo indietro a de Magistris persino “sacrificandolo” con un seggio alla Camera, se ne farebbe una (retribuita) ragione. Ma allo stato il centrosinistra applicato alla rogna di Calabria il nome non riesce a tirarlo fuori. Anche se la selezione sul “red carpet” non conosce soluzioni di continuità.

L’ultima ad aver appena terminato la “sfilata” che Letta sottopone a Conte (non prima d’aver chiesto il “parere” o il “permesso” all’universo Pd sta nascosto dietro a Irto) si chiama Maria Antonietta Ventura. Classe ’68, quindi appena 53 anni. È presidente di Unicef Calabria ma soprattutto, con discendenza dal nonno al papà e quindi ora con lei al comando, di un’azienda leader in Europa per le forniture per armamenti ferroviari a scartamento ridotto e terza a livello nazionale per forniture a Reti ferroviarie italiane. Una donna entrata poco più che ventenne al timone di un mondo “maschile” fatto di ferro e cantieri. La “Marcegaglia” di Calabria, non ha mai fatto mistero di apostrofarla il mondo degli industriali conterranei. Profilo basso, fatture alte ed entrature giuste nel “salotto” del Paese con in più non solo la calabresità doc ma la dinasty d’impresa. Dal nonno al papà e quindi a lei.

Basteranno questi requisiti così da superare il “red carpet” di Letta e Conte? Chissà. Non mancano le prefiche greche a ricordare che dei “Callipo” ne è già piena la storiaccia, sostanziale fuga del Pd dalle cose di Calabria. Oppure al contrario questa di Ventura è una bella storia industriale da provare a tradurre (non facilmente) in politica?

Si vedrà. I nomi sul “red carpet” vanno e vengono del resto. E dopo il biondo dei capelli che si autoproclamano selezionati dal Nazareno (quello in versione “napoletana” però) tutto può essere. E non deve certo stupire che ri-spunta quasi a cadenza periodica il nome di Nino De Masi sul “carpet” del centrosinistra. Mai come stavolta a levar le castagne dal fuoco, soprattutto gradito ai Cinquestelle.

Contattato da “il Fatto di Calabria” smentisce d’essere stato avvicinato da nessuno. Aggiungendo che se qualcuno lo farà, o lo avesse fatto, avrebbe incontrato un netto rifiuto alla corsa, «sono solo un metalmeccanico di Calabria, non faccio politica io».

Messa così, in forma perentoria, diventa davvero difficile dar retta a chi giura che invece abbia già incontrato niente di meno che Conte, giusto per dire. Il quale avrebbe provato a coinvolgerlo, abbastanza inutilmente per ora. Ma è strada impraticabile questa, dopo che il diretto interessato smentisce contatti e volontà di correre per la presidenza. Della serie, sul red carpet l’imprenditore sotto scorta non ci vuole proprio finire.

Avanti il prossimo o la prossima? Non è facile. Il tempo (soprattutto mediatico) stringe. Stretti come si è dalla società civile che chiede Conte e dalla stessa cosa che vuole Letta facendolo dire però a Conte. Niente di non già visto, del resto. Se non che stavolta il commissariamento del centrosinistra calabrese è doppio, nel senso che lo firmano in due. Anche perché poi il nome “civico” deve anche andar giù a Nicola Irto, gli accordi sono questi dopo averlo fatto fuori. Per cui deve essere un “civico” non tanto “civico” ma nemmeno poi così poco “civico” sennò non la si spunta. Donna è meglio anche se da qualche ora non è più così necessario per riequilibrare il “genere” umano in campo.

Avanti il prossimo, o la prossima…

I.T.