Slow food, troppi litigi: salta il Congresso

Nell'ultimo anno spariti più di mille soci

L’anno della pandemia poteva e doveva essere un’occasione per spingere tutti quei progetti legati all’educazione alimentare, alle battaglie che si combattono sugli scaffali dei supermercati e nel carrello della spesa; che esaltano la storia, il valore culturale e sociale ed il lavoro degli artigiani della terra, autentici custodi e promotori della biodiversità.

E chi, se non Slow Food, poteva raccogliere e rilanciare questa sfida? Ci siamo guardati un po’ intorno e di questo impegno, che alla Calabria non avrebbe fatto che bene, non abbiamo trovato traccia. Di iniziative nemmeno l’ombra. Nemmeno online. Per non parlare dei soci, ridotti a pochissime unità e guidati da un Comitato Esecutivo che nell’ultimo periodo si è dimostrato totalmente latitante.

Quasi 1000 soci in meno, dal 2018 ad oggi. Nello stesso arco di tempo tra i fatti salienti da annoverare, il disimpegno e l’uscita dalla scena della Condotta Pollino – Sibaritide – Arberia che abbracciava un territorio vasto che dal basso jonio si spingeva alle comunità dell’entroterra della Sila Greca per raggiungere quelle del Pollino. Da sola contava almeno 600 iscritti e con le sue attività continue sui territori faceva sentire la voce del sodalizio della chiocciola anche oltre i confini regionali.

Il motivo del crollo di adesioni può essere ricercato nel Congresso di Slow Food Calabria, campo di battaglia di una guerra fratricida, tra due fazioni. Quella tutta cosentina, che candida alla guida del Comitato Esecutivo l’uscente portavoce Maurizio Rodighiero, che nel corso del suo mandato ha potuto contare su importanti sostegni in alcuni dipartimenti regionali durante l’amministrazione di centro sinistra targata Oliverio e che oggi è sostenuta anche da una condotta di nuova costituzione con aderenti dell’alto jonio e baricentro a Trebisacce.

Dall’altra parte, invece, quella dell’asse Reggio Calabria – Soverato – Catanzaro – Crotone che porta avanti la candidatura di Michelangelo D’Ambrosio, dato per favorito.

Si vocifera che il clima bellicoso innescato dai due raggruppamenti, Calabria 1 e Calabria 2, non sia andato giù al Comitato Esecutivo Nazionale che, riunendosi addirittura in seduta d’urgenza, avrebbe deciso la sospensione ed il rinvio del Congresso inizialmente convocato per lo scorso 17 aprile.

Quella contenuta nella missiva di Slow Food Italia ai nostri, sarebbe suonata come una vera e propria strigliata; un invito a distendere i toni, a concentrarsi sui temi associativi e non sulla mera competizione elettorale.

Chi la spunterà? Ai posteri l’ardua sentenza. In attesa di conoscere la nuova data i due gruppi potranno guadagnare tempo e rimediare agli errori commessi nella fase di proposta dei delegati ammessi a partecipare al Congresso. Da statuto erano richiesti i curricula che non sarebbero pervenuti da parte di tutti. Punti oscuri che si accompagnano all’approvazione del bilancio che da anni rappresenta uno degli argomenti sui quali si sono registrati maggiori controversie e scontri all’interno dell’associazione regionale.