Misiti “congela” Nesci, in pista c’è pure lui…  

Il deputato pentastellato in campo per la presidenza della Regione persino prima della sottosegretaria. Che non a caso ha deciso poi di forzare e accelerare “l'annunciazione”...

C’è anche il noto ortopedico e deputato Cinquestelle Massimo Misiti tra gli aspiranti concorrenti per il pianpo più alto della Cittadella, il decimo, atrio del presidente della Regione. Anzi, c’è soprattutto Misiti in termini temporali e di possibile sintesi nel campo minato del centrosinistra e non a caso Dalila Nesci, sottosegretario con le stesse ambizioni dalle parti di Germaneto, ha deciso di accelerare la sua “annunciazione” persino forzandola dopo l’indiscrezione pubblicata da “il Fatto di Calabria”. Un piede avanti per non finire con due indietro, quello avanzato da Nesci. Che ha puntato non solo sull’effetto “anticipo” quanto su quello del diritto di prelazione, della serie sono uscita prima io allo scoperto. Ma di fatto, però, l’ambizione e il “lavorìo” di Massimo Misiti non solo sono a buon punto quanto persino con più livelli di stratificazione sotto il tavolo, una sorta di sedimentazione a fari spenti (dentro e fuori il Movimento) attorno alla sua candidatura alla presidenza della Regione. Con passo più da diesel ma con un paio di connotazioni importanti in tasca in più rispetto alla “compagna” Dalila. Un profilo e un retaggio più tecnico che partitico o dipendente dal sistema della politica, quello di Misiti. E soprattutto una identità più aggregante e coinvolgente rispetto a quella della sottosegretaria di Tropea, dentro e fuori il Movimento. Ed è proprio quest’ultima la (vera) carta in più che conta di potersi giocare Misiti rispetto a Dalila Nesci. Quella di saper raccogliere meno musi storti nel campo del centrosinistra (con il Pd in testa) rispetto alla corsa per la presidenza di Nesci. Come dire, se proprio deve toccare ai Cinquestelle levare le bagnate castagne dal fuoco in casa Pd meglio che sia Misiti e non il sottosegretario che in passato più volte è entrato in insidiosa rotta di collisione con la regnanza del partito di Letta. Il tutto senza contare che Nesci ha pubblicamente provato a trascinare il Movimento in un turno di primarie che lo stesso Conte non ha mai confessato di considerare imprescindibili per i Cinquestelle e per l’intero centrosinistra. Di più. In un recente webinar (l’acronimo post moderno del seminario da casa) la base pentastellata s’è schierata palesemente contro l’idea di prendere parte ad una selezione con le regole scritte però dal partito democratico. Una specie partita in trasferta, con regole scritte però dalla squadra di casa, che il Movimento non ha mai confermato di voler giocare. Boccia, formalmente, ha accolto bene la proposta e la volontà di partecipazione del sottosegretario Nesci ad un turno di primarie ma è evidente che la vera partita di Calabria si gioca e si giocherà, quasi certamente, senza nessun passaggio preliminare. Dipenderà tutto dall’incastro delle caselle nazionali e dalle alleanze (se ci saranno) nei primi turni di Napoli, Roma e Milano. La linea generale al momento è quella di correre separati (tra Pd e Cinquestelle) e di convergere poi al ballottaggio verso un unico obiettivo. Usare le urne vere per vedere chi si piazza davanti e poi correre per battere le destre. Questo però nelle grosse città del Centronord. Le Regionali, come è noto, hanno altre regole e l’unica possibilità di allearsi (per vincere) deve per forza materializzarsi prima. Oppure ognuno per fatti propri e tutti, più o meno involontariamente, concorrendo alla vittoria del Centrodestra. Come spesso accade del resto. Il tempo tuttavia gioca a favore delle riflessioni. E di tempo ce n’è visto che non sono pochi quelli che prefigurano un voto a gennaio del 2022…

I.T.