«Irto è il nostro candidato, decideremo in settimana…»

Enrico Letta gioca di fino con la dialettica potenzialmente negativa. Conferma ma tiene anche in sospeso l'investitura dell'ex presidente del consiglio regionale. Ma qual è il vero gioco del Pd (rimasto in “mutande”)?

Giovedì arriva Francesco Boccia in Calabria, rassicura Enrico Letta. Sarà lui ad occuparsi della “rogna” resa ancora più “rogna” dopo il colpo di Nicola Irto. Nel frattempo, sempre parola e firma del segretario nazionale Pd, reitero il concetto e cioè che resta Irto il nostro candidato anche perché c’è una Calabria diversa da costruire, ovviamente molto diversa soprattutto da quella disegnata da Spirlì. In ogni caso, chiude Letta, entro la settimana si decide.
Neanche Hegel avrebbe saputo fare di meglio in termini di dialettica negativa. Irto è il candidato e in settimana decidiamo: qualcosa di più che una contraddizione in termini. Quindi Irto è o non è il candidato Pd alla presidenza della Regione? Perché precisare che in ogni caso si deciderà in settimana? Forse Letta intende “decidiamo” come collegialità di coalizione? E allora perché precisare che Irto è il candidato comunque del Pd? Non andava di moda l’uso del “tavolo” e persino delle primarie fino a non molto tempo fa? Oppure il Nazareno ha barattato e non da oggi le regionali di Calabria, su tavoli non meglio identificati e su scala non meglio precisata?
Difficile stabilirlo con gli elementi a disposizione, al netto della “strana” candidatura di Ernesto Magorno che giusto poche ore prima precede il gran ritiro di Nicola Irto. Della serie, solo chi disconosce le basi elementari del politicare di Calabria rimane estraneo al feeling che c’è sempre stato tra i due mondi.
Al di là di tutto resta intatta la domanda delle domande. Irto fa sul serio oppure sta mirando (riuscendoci fin qui) a scuotere lo stagno e il perimetro soporifero del Pd? Sta puntando, Irto, a lasciare in “mutande” il partito nazionale perché ha scoperto che nel frattempo il Nazareno ha trattato e venduto altrove l’esito (scontato) delle regionali? Quanto c’è di trasversalismo in tutta questa commedia, della serie se pure vince il centrodestra chi se ne frega tanto il Pd è abituato (se non è funzionale del tutto in Calabria) alla coppa degli altri tanto da sotto il tavolo qualcosa arriva sempre?
A ben vedere Nicola Irto la pietra l’ha tirata nello stagno. Con quale esito non è dato sapere e non è chiaro nemmeno se siano più insidiosi i problemi dentro il Pd o fuori, al netto dei dossier che griffati pentastellati antimafia hanno fatto circolare contro di lui ai livelli più alti. L’incrocio finale resta comunque sempre lo stesso e non è di poco conto, il semaforo è lampeggiante e quindi pericoloso.
Cosa ha in mente di fare stavolta il Pd per le regionali del dopo Santelli? La maglietta la vuole fare indossare ai suoi? Oppure ha appaltato pure questa?
Senza coalizione, e senza Conte, non si può nemmeno immaginare di gareggiare di questi tempi contro il centrodestra a trazione asburgico-ungherese. Ma lo si può fare malgrado il Pd, con il Pd, senza la maglietta del Pd o a partire dal Pd? Certo la dialettica negativa di Letta, in attesa di Boccia che nulla potrà aggiungere, aiuta poco a capire…

I.T.