Da Catanzaro “ondata di gelo” per la candidatura di Nicola Irto

La federazione provinciale del Pd in webinar con il vicesegretario nazionale Provenzano più “cespugli” e “satelliti” del centrosinistra. «Niente da dire sul nome ma il metodo (e l'imposizione) del commissario Graziano non producono passi avanti da 5 mesi»

Oggi si fanno chiamare webinar, acronimo tra seminario e l’unico mezzo possibile ove incontrarsi in tempi pandemici, cioè il web. Ma gira e rigira poi se debbono volare “fendenti” volano lo stesso in politica perché la sostanza e gli uomini quelli rimangono, in rete o di persona. Basta solo aggiornare il mezzo.

E così non passa giorno che (soprattutto nel campo del centrosinistra) non si viva qualche ora di passione via web. L’ultimo di appuntamento “piccante” lo regala la federazione provinciale di Catanzaro del Pd con uno dei volti storici del partito a dettare la linea e cioè Michele Drosi.

Dall’altra parte del cavo virtuale il vicesegretario nazionale del Pd, Peppe Provenzano, più “altri ed eventuali” dell’universo anche civico del centrosinistra. Oggetto del webinar, manco a dirlo, Recovery e grandi opportunità di riscatto ma va da sé che la “messa a terra” di questi miliardi (per ora solo in formato digitale) finisce per attirare di meno l’attenzione rispetto ad una scadenza che si avvicina “minacciosa” per i calabresi e per il Pd, le elezioni regionali. Ed è su questo tasto che il “web” s’è visto attraversare da (gli unici) momenti di passione.

Caldo il frangente ma decisamente freddo invece, tendente al gelo, l’approccio generale della federazione e della piattaforma rispetto alla candidatura alla presidenza della Regione di Nicola Irto. Non tanto e giammai per il nome in quanto tale, ritenuto al contrario persino danneggiato in linea di principio dal marginale confezionamento attuale.

Quanto, proprio per questo, per il metodo (poco) politico e verticistico e al limite correntizio che ha partorito una nomination che, parere di tutti, «da 5 mesi non registra nessun passo in avanti». Fuori dai denti, e fuori dal web, il nome di Nicola Irto (fermo al palo da gennaio ormai) passa più per una imposizione di corrente tradotta sul campo da Stefano Graziano che per una condivisione di alleanze e di programmi.

Che invece, alleanze e programmi, restano le basi del progetto elettorale non solo secondo le “osservazioni” in piattaforma quanto, e non è una novità, secondo la linea che Provenzano stesso non smentisce così come del resto non ha mai smentito nemmeno Francesco Boccia nel corso di una riunione con la regnanza regionale del partito una ventina di giorni fa. E quindi alleanza la più larga possibile, e non solo con i Cinquestelle, e pari dignità precostituita per tutti. Poi il programma che deve tenere conto delle linee di principio di tutte le forze e solo alla fine il nome del candidato, senza preclusioni per nessuno né fughe in avanti.

Anche perché, è stato fatto presente, il nome di Irto non è mai stato formalmente avanzato da nessuno in nessuno dei “tavoli” virtuali a pandemici fin qui andati in onda. Irto, in buona sostanza e secondo la tesi del webinar organizzato dalla federazione catanzarese, sarebbe venuto fuori solo e soltanto direttamente dall’esterno dei “tavoli” non coinvolgendo praticamente nessuna forza del centrosinistra (e nemmeno il resto del Pd).

Al punto che pezzi importanti del centrosinistra, anche questo è stato fatto rilevare, sarebbero andati e anche speditamente alla corte di de Magistris, a Catanzaro come a Lamezia. Degenerazione e potenziale “slavina” che la federazione mostra di voler combattere per tempo chiedendo proprio ai vertici del Nazareno un reset e un ragionamento “annozero” rispetto alla candidatura alla presidenza della Regione per il centrosinistra. Sostanzialmente ricominciando daccapo.

Lo schema resta quello, ribadito più volte. Provare e mettere tutti dentro, capire per fare cosa e poi con chi come cavallo da corsa. Altre vie, è sembrato di capire, non se ne intravedono e le stesse primarie, a questo punto e in queste condizioni, appaiono più come la “scusa” per far scappare i buoi (Cinquestelle e movimenti civici) che per tenerli dentro. Il tempo stringe, non è molto. E chi ha a cuore la corsa per la vittoria e non per la sconfitta preventiva, è stato fatto notare, cerca in qualche modo una via d’uscita. Una soluzione più o meno buona per tutti…

I.T.