Cosenza, settore welfare ed infanzia a rischio

Il dissesto del Comune ha bloccato la proroga dei bandi e l'indizione di nuovi. Fp Cgil e Fisascat Cisl sollecitano l'amministrazione: sono attività essenziali, a rischio 50 posti di lavoro. Porio e Scarcello: Una city smart come Cosenza non può permettersi questo imbarbarimento

  Niente più ludoteche, asili nido, pre-post scuola, servizi alle persone, assistenza alla disabilità nelle scuole, intrattenimento estivo e scuolabus. Il Comune di Cosenza rischia di restare senza servizi sociali. La sconfortante notizia è emersa nel corso del recente incontro tra sindacati e amministrazione .

“I bandi delle cooperative di tipo A sono in scadenza (uno già il prossimo 8 maggio) e il Comune, a causa del dissesto finanziario, ha affermato di non avere le risorse per prorogare i bandi esistenti e per bandirne di nuovi”.  Così, si legge in una nota a firma di Fisascat Cisl Cosenza ed Fp Cgil.

Rimane un grande punto interrogativo sul futuro del settore welfare ed educativo di Palazzo dei Bruzi. In questa situazione sono a rischio non solo importanti e imprescindibili servizi alle fasce più deboli della nostra comunità ma anche i posti di lavoro dei 50 operatori delle cooperative di tipo A che hanno in gestione tutti i servizi del comparto.

“Siamo alle solite- scrivono Angelo Scarcello e Maria Porio:  la mancanza di programmazione anche in questo settore rischia di mettere una seria ipoteca sul futuro di centinaia di famiglie. Alcune si troveranno senza soldi, altre dovranno sperimentare la mancanza di servizi essenziali alla persona, altre ancora saranno lasciate completamente sole”.

“Un passo indietro vergognoso verso un decadimento sociale e civile che una “smart city” come Cosenza non si può permettere. E’ paradossale  – sottolineano Fisascat Cisl ed Fp Cgil – definire dei servizi “essenziali” e poi non fare niente per garantirne l’erogazione. Per noi sindacati, questi sono realmente servizi essenziali e rappresentano un segnale forte contro l’indifferenza che non può essere svilito e trascurato in nome di una concezione burocratica e ragionieristica dell’Amministrazione pubblica”.

“Faremo quanto in nostro potere per scongiurare l’interruzione di questi servizi. Non si tratta solo di chiedere certezze per il futuro dei lavoratori ma anche – e, forse, soprattutto – di dare – dichiarano i due sindacalisti – una risposta alla collettività coerente con il valore dei servizi offerti in un momento storico in cui le restrizioni imposte dalla pandemia colpiscono in modo particolare il benessere dei bambini e delle loro famiglie.

“Se non ci sarà una presa in carico immediata del problema e questo sarà abbandonato in attesa che la prossima amministrazione comunale se ne faccia carico, la possibilità di vedere i nidi e le ludoteche chiuse e le porte del settore welfare e del settore educativo sbarrate, non sarà più solo un rischio ma una drammatica certezza. E questo noi non lo permetteremo”. Sentenziano Scarcello e Porio.