«Per la Regione bisogna seguire il “modello Cosenza”»

Nella riunione da remoto tra la segreteria nazionale Pd e la regnanza locale del partito è Boccia a disegnare perimetro e percorso elettorale fino al voto per la Cittadella. Lo schema portato ad esempio è quello praticato da Miccoli a capo della federazione più grande: programma, alleanze con tutti (possibilmente) e poi, solo alla fine, il nome del candidato governatore. «Fino all'ultimo dialogo anche con de Magistris»

Il “modello Cosenza”. Lo schema che va contro la sconfitta preventiva, e consueta, del Pd. È Francesco Boccia a guidare da remoto la riunione con la regnanza regionale del Pd. Il verbo del Nazareno, online, porta il suo nome e la sua voce. Dall’altro capo della fibra i vertici delle federazioni provinciali, deputati, consiglieri regionali, il sindaco dell’unica città metropolitana che passa il convento. C’è da trattare via internet la piattaforma che deve condurre il principale partito del centrosinistra verso il voto di ottobre, le Regionali e le Comunali di Cosenza, unica città capoluogo di provincia che apre urne in tutto il Sud nel prossimo autunno. Ed è proprio lo schema adottato lungo il Crati dal commissario della federazione Marco Miccoli ad essere immolato ad esempio da Francesco Boccia. «Il modello da seguire è il “modello Cosenza”». Che poi vuol dire, stringi stringi, puntare a vincere stavolta e non solo a far finta di gareggiare. È lo stesso Boccia che non fa mistero di tenere bene in mente la disfatta del 2018. Nella “sua” Puglia ma ancor di più in Calabria, con lo straripante voto ai Cinquestelle contro la “paranza” dei partiti e il Pd inquadrato proprio al centro, della “paranza”. Tre anni dopo Boccia, in nome e per conto del Nazareno, si dice non più disposto a far gareggiare la griffe del Pd in giro solo e soltanto per rese dei conti, posizionamenti di parte e per rendite di posizione. Tre anni dopo Boccia, sempre in nome e per conto del Nazareno, manda a dire che stavolta dalla Puglia alla Calabria ci si organizza per vincere, ovviamente dando per scontato che è da rintracciare ormai nei libri di storia la visione del Pd a vocazione maggioritaria in grado di poter battere gli altri da solo (da Veltroni a Renzi, per intenderci, poco più che preistoria). E allora “modello Cosenza”, secondo Boccia. E cioè quello che ha iniziato a fare la federazione guidata da Miccoli. Obiettivo è correre con tutto il centrosinistra unito, ma proprio tutto tutto comprendendo anche le sigle civiche e naturalmente i Cinquestelle. Prima il grande tavolo delle alleanze, il programma e gli obiettivi sociali ed economici da raggiungere e poi, ma solo poi, il nome del candidato governatore (e quello del pretendente sindaco di Cosenza, la partita una è). Che poi vuol dire, riavvolgendolo tutto il nastro, reset della partita e freno a mano alzato rispetto alle fughe in avanti azzardate fin qui in Calabria ma non tanto (e non solo) per i nomi in sé fatti circolare quanto per il metodo. E in questa direzione nelle utime ore, sempre da fonti del Nazareno, si registra una forte irritazione rispetto alla narrazione mediatica che è venuta fuori a proposito della riunione da remoto. Secondo alcuni con racconto esattamente contrario rispetto alla realtà andata in onda via web. Non solo non si è discusso di nomi ma sarebbe stato, questo, in netta contraddizione rispetto alle intenzioni di Boccia e del Nazareno. Che un obiettivo solo hanno in mente, su scala nazionale. Saldare con il cemento armato l’alleanza con il “nuovo” Movimento Cìinquestelle, quello di Giuseppe Conte per interderci. Quello che userà la piattaforma Rousseau, con ogni probabilità, solo per puntare al superenalotto al sabato. Quello che lascerà i “vaffa” e i “no vax” nelle locandine dei cinema all’aperto, film amarcord d’altri tempi. Conte ha disegnato un progetto assieme al Pd, quello di unire il riformismo intero e questo prevede inevitabilmente di poter perdere qualche “islamista” Cinquestelle della prima ora ma prevede anche di sdoganare e rendere finalmente più civile il resto del Movimento. Ecco perché il Pd non correrà mai elettoralmente, e pregiudizialmente, separato dai Cinquestelle di Conte. A Bolzano come a Trapani come a Catanzaro e Cosenza. Attorno a questa alleanza da solidicare con il cemento armato tutto il resto dell’armamentario civico che in Calabria qualche passo in avanti lo ha fatto. Boccia vuole dialogare anche con loro. «Fino all’ultimo dialogo anche con de Magistris…», tanto per capirci, ammesso che sia solo “civica” la sua corsa. Che significa poi “fino all’ultimo”, e soprattutto cosa accadrà subito dopo, è ancora troppo presto per capirlo. Oppure magari s’è capito benissimo…
I.T.